Quella del TGO, prima edizione della Mostra-Convegno di Tecnologie e Gestione Ospedaliera svoltasi a Cremona dal 3 al 5 aprile, è stata una tre giorni intensa e ricca di spunti per la messa a punto di un nuovo modello di ospedale, una struttura che esige sempre più l’integrazione tra le diverse professionalità, soprattutto per quanto riguarda l’acquisto e la gestione delle tecnologie sanitarie.
Un ospedale, cioè, che si fonda sul cosiddetto Health Technology Assessment, vale a dire il metodo di lavoro che, mettendo a confronto direttori sanitari, direttori scientifici, economi, medici e ingegneri clinici, consente la migliore allocazione delle risorse da investire.
Ciò significa in sostanza maggiore efficienza per le strutture e miglioramento dei servizi per i cittadini.
Con TGO, dunque, è stata presentata a Cremona la “sanità che funziona”, che fa del servizio al paziente il suo punto fermo e che continua incessantemente ad essere impegnata sul fronte della ricerca.
Dagli oltre trenta appuntamenti convegnistico-seminariali che si sono susseguiti nell’ambito della manifestazione, sono infatti emerse novità molto importanti dal punto di vista scientifico. Basti pensare – solo per citarne un paio – al Progetto Resuscitazione del Policlinico San Matteo di Pavia, che dà la possibilità di applicare tecnologie complesse come quelle dei polmoni o dei cuori artificiali anche al di fuori della camera operatoria e di utilizzarle in condizioni estreme, o alla nuova cura per i tumori che verrà sperimentata dal Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica.
Ma non solo. I convegni sono stati anche un prezioso momento di aggiornamento professionale sui metodi di lavoro più all’avanguardia e sull’organizzazione delle strutture ospedaliere. Per creare un nuovo modello di ospedale, è necessario infatti che tutte le professionalità coinvolte si confrontino apertamente sulle criticità e i punti di forza del Sistema Sanitario Nazionale.
Non va dimenticato, inoltre, che TGO è stata una grande occasione di incontro tra le più importanti multinazionali del settore, che hanno potuto entrare in contatto con i responsabili degli acquisti delle maggiori strutture ospedaliere italiane e confrontarsi con i medici e i ricercatori, per migliorare sempre più le loro tecnologie in funzione delle esigenze cliniche.
«Questa prima edizione di TGO – ha dichiarato Antonio Piva, presidente di CremonaFiere – ha evidenziato che c’era la necessità di una manifestazione nuova in ambito sanitario, che consentisse a tutte le professionalità del mondo degli ospedali di incontrarsi, confrontarsi e toccare con mano le novità del mercato dell’alta tecnologia. Con TGO abbiamo risposto a questa esigenza e gli oltre 1.200 professionisti arrivati a Cremona da tutti i più prestigiosi centri ospedalieri, scientifici e di ricerca in Italia rappresentano una fonte importantissima di contatti commerciali e di ispirazione scientifica per le aziende che hanno aderito all’evento. Una manifestazione che abbiamo potuto realizzare grazie alla preziosa collaborazione di tutti gli enti e le associazioni (64 in totale) che hanno aderito, supportando fin da subito il nostro progetto; un ringraziamento particolare va all’Università e al Policlinico San Matteo di Pavia e al Consorzio Pavese per gli Studi Post Universitari, istituzioni fondamentali nella realizzazione del ricco programma scientifico di TGO». (Paolo Bodini)
Ufficio Stampa CremonaFiere (Paolo Bodini)
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