La musica è una potente medicina

«La musica è una potente medicina che aiuta il corpo e lo spirito, attraverso la realizzazione di moduli di musicoterapia e suonoterapia espressamente studiati per le diverse disabilità legate a deficit motori o sindromi più o meno marcate»: viene introdotto così l’innovativo corso di musicoterapia e suonoterapia, rivolto a bambini e giovani con disabilità psico-fisica, condotto a Padova dall’Accademia della Musica, che ogni anno mette a disposizione una serie di percorsi gratuiti

Padova, Accademia della Musica, Progetto "Suono anch'io"

Uno dei bimbi con disabilità impegnati nel progetto di musicoterapia e suonoterapia “Suono anch’io”, promosso dall’Accademia della Musica di Padova

«La musica è una potente medicina che aiuta il corpo e lo spirito, attraverso la realizzazione di moduli di musicoterapia e suonoterapia espressamente studiati per le diverse disabilità legate a deficit motori o sindromi più o meno marcate»: viene introdotto così l’innovativo corso  di musicoterapia e suonoterapia, ideato e condotto a Padova dall’Accademia della Musica, con il sostegno dell’Università di Padova e del Conservatorio Pollini della città veneta.
Si tratta di un’iniziativa pilota a livello italiano, rivolta a bambini e giovani con disabilità psico-fisica, della quale abbiamo già avuto occasione di occuparci e grazie alla quale vengono messi ogni anno a disposizione una serie di percorsi gratuiti (per quest’anno, al momento, ve ne sono ancora sei).
Al momento di iniziare, uno screening permette di valutare l’approccio musicale con il quale rivolgersi alla persona e scegliere fra le tante esperienze musicali quella che meglio si presta a stimolare la relazione, la creatività e il senso ritmico di tutto il corpo. Grazie poi all’impiego di sofisticate tecnologie, anche le persone con forti limiti psico-motori possono produrre dei suoni, interagendo con la musica per mezzo di un particolare “sensore” progettato per riconoscere il movimento di un corpo, di una mano e persino di un dito, trasformandolo appunto in suono. «In questo modo – spiegano i promotori – il soggetto si trasforma in esecutore attivo nel contesto musicale, nel concerto come in un assolo, interagendo appunto con la musica e partecipando all’evento sonoro a vari gradi e livelli». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Segreteria Progetto Suono anch’io (Stefano Medici), info@accademiadellamusica.it.

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