La Commissione Europea conferma l’aggiornamento della Strategia sui Diritti delle Persone con Disabilità «con azioni incisive»: garantire l’accessibilità degli spazi pubblici e dei trasporti, assicurare la vita indipendente ed eliminare gradualmente le strutture segreganti (come le istituzioni residenziali) sono state le ulteriori richieste al centro del dibattito al Parlamento Europeo

La Strategia Europea sui Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030 sarà aggiornata «con azioni incisive»: la conferma è arrivata dalla Commissione Europea, durante un dibattito all’Europarlamento il 19 dicembre scorso. Per l’occasione, infatti, la commissaria europea per la Preparazione, la Gestione delle Crisi e l’Uguaglianza Hadja Lahbib, ha dichiarato: «Durante il primo anno del mio mandato, intendo comunicare al Parlamento Europeo e al Consiglio le nuove azioni e iniziative di punta che aiuteranno a colmare le lacune rimanenti». In particolare ha voluto aprire il dibattito con queste parole: «Sarò una forte sostenitrice delle persone con disabilità, potete contarci!».
Lahbib ha poi voluto sottolineare i risultati della precedente Legislatura Europea e in particolare le Direttiva sulla Carta Europea della Disabilità (European Disability Card) e sul Contrassegno Europeo di Parcheggio (European Parking Card for persons with disabilities), le Linee Guida sulla Vita Indipendente e l’Inclusione nella Comunità, il monitoraggio dell’attuazione della Direttiva Europea sull’Accessibilità (European Accessibility Act) e della Direttiva sull’Accessibilità del Web (Web Accessibility Directive), nonché l’istituzione di AccessibleEU, il Centro sull’Accessibilità dell’Unione Europea.
Dal canto loro, i membri del Parlamento Europeo hanno preso la parola per chiedere una seconda fase della Strategia con azioni più forti e concrete, azioni che dovrebbero essere pianificate in stretta collaborazione con le organizzazioni delle persone con disabilità. La stragrande maggioranza dei membri di tutti i gruppi politici si è focalizzata anche sulla necessità di garantire un’occupazione equa e inclusiva per le persone con disabilità, anche attraverso obiettivi nazionali.
Garantire l’accessibilità degli spazi pubblici e dei trasporti, assicurare la vita indipendente ed eliminare gradualmente le strutture segreganti (come le istituzioni residenziali) sono state le ulteriori richieste al centro del dibattito.
Tra le altre sfide sollevate, quella specifica a favore delle donne e delle ragazze con disabilità e la necessità di sollevare le persone con disabilità dalla povertà.
Il dibattito si è concluso con l’impegno a lavorare in stretta collaborazione con le organizzazioni delle persone con disabilità per colmare le “grandi lacune” nei diritti delle persone con disabilità. (C.C. e S.B.)
Ringraziamo per la collaborazione l’EDF (European Disability Forum).
È possibile rivedere il dibattito del 19 dicembre scorso al Parlamento Europeo a questo link.
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