Diritti dei pazienti e dei loro familiari al centro della Giornata Mondiale delle Malattie Rare 2025

Cosa significa convivere ogni giorno con una malattia rara, per i pazienti e anche per i loro familiari? In occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare del 28 febbraio, saranno numerosi gli eventi e le iniziative pubbliche promossi per accendere i riflettori sui diritti e le necessità di oltre 2 milioni di persone nel nostro Paese, colpite da una patologia rara o ultra-rara e spesso non diagnosticata. Ci occupiamo qui di due convegni del 25 e 26 febbraio

uomini e donne stilizzati diversi tra di loro e uno spicca perché è vestito di rossoLa Giornata Mondiale delle Malattie Rare (Rare Disease Day), istituita nel 2008, cade il 29 febbraio, “un giorno raro per i malati rari” e, negli anni non bisestili, si celebra il 28 febbraio. Un’occasione per focalizzare, attraverso eventi e iniziative pubbliche, l’attenzione su cosa significhi convivere ogni giorno con una malattia rara, per i pazienti e per i loro familiari. Ad oggi, di malattie rare, se ne conoscono almeno 10.000 e in Italia si stima che ne siano colpite oltre 2 milioni di persone.

Il prossimo 26 febbraio, a Roma, presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato, vi sarà il convegno Giornata Mondiale Malattie Rare. La persona al centro: i suoi diritti. Storie di diagnosi e assistenza, organizzato su iniziativa del senatore Antonio De Poli, in collaborazione con la senatrice Paola Binetti e con la media partnership dell’OMaR (Osservatorio Malattie Rare), per cercare di inquadrare, ancora una volta, i diritti delle persone con patologia rara, includendo la loro famiglia con i caregiver e i sibling (fratelli/sorelle di persone con malattia rara e/o disabilità), anche per capire quali iniziative parlamentari si stiano promuovendo per tutelarne sempre più e sempre meglio i diritti.
Ciò è tanto più vero per le persone con malattie cosiddette “ultrarare” e con quelle non diagnosticate, riguardanti un ampio ed eterogeneo gruppo di pazienti alla ricerca di un inquadramento, comprese quelle affette da una condizione clinica in attesa di un riscontro eziologico.

Gli scenari a monte e a valle della diagnosi sono sempre caratterizzati dal mancato riconoscimento dei diritti delle persone e dalle necessità non soddisfatte. Negli ultimi anni la ricerca genomica ha ottenuto significativi successi che hanno consentito di raggiungere la diagnosi in una sostanziale percentuale di questi casi. Tuttavia, restano disattese in larga misura le domande cliniche dei pazienti e delle loro famiglie che, spesso, necessitano di un particolare supporto anche di tipo psicologico.
A tali temi, semòpre in occasione della prossima Giornata Mondiale delle Malattie Rare, sarà dedicato il 25 febbraio il convegno online I malati rari senza diagnosi: una rete di ascolto e di presa in carico, promosso dall’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e da Orphanet Italia, in collaborazione con la Fondazione Hopen e il Comitato IMI – I Malati Invisibili, anche qui con la media partnership dell’OMaR.
Obiettivo dell’iniziativa è approfondire questi temi e aumentare la consapevolezza sull’importanza di una rete nazionale di ambulatori di ascolto e presa in carico dei pazienti pediatrici e adulti senza diagnosi, in grado di offrire supporto emotivo e di farsi carico del percorso diagnostico, clinico e assistenziale. (C.C. e S.B.)

Per ulteriori informazioni: Rossella Melchionna (melchionna@rarelab.eu).
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