Anche l’ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi), l’UNASAM (Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale) e il Forum Salute Mentale sostengono il ciclo di proiezioni del film “Charlotte, una di noi”, a partire da quella di Roma del 3 aprile, per dare visibilità a un’opera che tratta con grande sensibilità il tema della malattia mentale, cercando di contrastare il tabù sociale da essa rappresentato

Charlotte, una di noi è il nuovo film del regista e sceneggiatore svizzero Rolando Colla, già apprezzato per opere quali Giochi d’estate (selezione ufficiale della Svizzera per i Premi Oscar 2012) e Sette giorni. Selezionato al 36° Trieste Film Festival, ha visto la propria protagonista Linda Olsansky ottenere una menzione speciale.
Al centro di una serata il 28 marzo al Teatro di Larido, in provincia di Trento, il film sarà ora proiettato in alcune città italiane, a partire dal 3 aprile al Cinema delle Province di Roma (Via delle Province, 41, ore 20.30), in una serata promossa insieme all’ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi), all’UNASAM (Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale) e al Forum Salute Mentale, organizzazioni che sosterranno l’intero ciclo, oltreché con la collaborazione di Progetto Itaca Roma, ARESAM e del Centro Studi sulla Salute Mentale.
Per l’occasione, i presenti potranno dialogare con il regista e l’attrice protagonista.
Basato sulla sceneggiatura di Linda Olsansky e dello stesso Rolando Colla, Charlotte, una di noi presenta gli eventi occorsi durante il viaggio che la protagonista compie dal Trentino al Mittelland di Zurigo e ritorno.
Charlotte è una donna di 42 anni schizofrenica, che vive in Trentino in una casa isolata con il padre, ma in realtà vive in un mondo tutto suo. Quando il genitore viene ricoverato in ospedale, il fratello di Charlotte, Leo, torna in paese dopo dieci anni chiedendole di andare in Svizzera con lui. Per lei, che non ha mai viaggiato prima, è l’inizio di una vera e propria avventura.
«Questa pellicola – ha dichiarato Rolando Colla – offre uno spaccato di vita della protagonista. Il suo percorso verso la salvezza non è lineare e privo di crisi: anzi, il suo viaggio ci conduce attraverso il continuo e altalenante passaggio tra dolore profondo e gioia incontrollabile. Il potere emotivo dell’immaginario del film va oltre la figura di Charlotte, raggiungendo un livello esistenziale universale. La schizofrenia è ancora oggi un tabù, sul piano sociale: questo perché il tratto comportamentale di uno schizofrenico è spesso imprevedibile e travolgente, il che rende impossibile etichettarlo o comprenderlo. Attraverso la storia di Charlotte, gli autori del film cercano di contrastare questo tabù sociale e la generale mancanza di comprensione con i mezzi del cinema».
Dopo quindi la proiezione di Roma del 3 aprile, della quale si è detto, le successive si avranno l’8 aprile a Torino (Cineteatro Baretti, ore 21); il 9 aprile a Bologna (Cinema Arlecchino, ore 21.15); il 10 aprile a Poggibonsi, in provincia di Siena (Cinema Garibaldi, ore 21); l’11 aprile a Firenze (Cinema Astra, ore 21); il 12 aprile a Milano (Cinema Anteo, ore 10.30); ancora il 12 aprile a Torino (Cineteatro Baretti, ore 18). (S.B.)
Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio stampa Lo Scrittoio (pressoffice@scrittoio.net).
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