Barriere eliminate in quella scuola? No, interventi sbagliati, pericolosi e non conformi alle norme!

«Da oltre un anno – denunciano dall’Associazione abruzzese Carrozzine Determinate – un ragazzo con disabilità iscritto all’Istituto Comprensivo di Atri, succursale di Casoli (Chieti), è costretto, a causa delle barriere architettoniche, ad essere sollevato di peso dai genitori per poter entrare o uscire da scuola. Di recente si è agito, ma con interventi sbagliati e non conformi alle leggi, rendendo addirittura la situazione più pericolosa!»
Claudio Ferrante, scuola di Casoli (Chieti)
Claudio Ferrante, presidente dell’Associazione Carrozzine Determinate, nei pressi della scuola di Casoli (Chieti)

«Da oltre un anno – denunciano dall’Associazione abruzzese Carrozzine Determinate – un ragazzo con disabilità di 12 anni, iscritto all’Istituto Comprensivo di Atri, succursale di Casoli (Chieti), è costretto, a causa delle barriere architettoniche, ad essere sollevato di peso dai propri genitori per poter entrare o uscire da scuola. Una condizione umiliante e inaccettabile, segnalata dai genitori ben 19 mesi fa alle autorità competenti e rimasta senza soluzione. Ebbene, solo il 1° settembre scorso sono iniziati i lavori, che hanno però portato ad interventi sbagliati, pericolosi e non conformi alle varie normative vigenti».
«Così come hanno fatto i lavori – dichiara infatti la mamma del ragazzo – sarò costretta nuovamente a prendere in braccio mio figlio per portarlo a scuola. Hanno infatti modificato la pendenza della rampa, senza per altro una pavimentazione in gomma antiscivolo, ma la parte finale l’hanno resa a mio avviso ancora più pericolosa: la carrozzina, infatti, rischia di precipitare rovinosamente e oltretutto in questo modo mio figlio avrà difficoltà persino a recarsi in palestra! Assurdo, infine, anche il fatto che mi abbiano dato istruzioni su come parcheggiare, obbligandomi a manovre rischiosissime in discesa, mentre in quella zona passano anche altri studenti diretti in palestra. Sono amareggiata, sconcertata, offesa: continuiamo a subire ingiustizie e umiliazioni».

«I lavori svolti – commenta duramente Claudio Ferrante, presidente dell’Associazione Carrozzine Determinate, recatosi presso la scuola di cui si parla, per constatare di persona la situazione – non solo non hanno eliminato le barriere, ma hanno creato nuovi pericoli. Il sindaco Piergiorgio Ferretti non ha ascoltato né la famiglia né le nostre segnalazioni, liquidandoci con un “non siete specialisti”. Ma una soluzione esisteva ed era chiara: una piattaforma elevatrice. Invece si è scelto di spendere denaro pubblico per opere inutili e pericolose. A questo punto sarebbe anche necessario e importante conoscere le determinazioni sul caso della Dirigente dell’Istituto Scolastico Nadia Graziani».
«Chiediamo dunque con forza all’assessore regionale all’Istruzione Roberto Sant’Angelo – conclude Ferrante -, di venire a verificare personalmente la situazione a Casoli. Siamo certi della sua sensibilità e del suo senso di giustizia, ma questa volta non c’è più tempo da perdere: non è tollerabile che in una scuola si violino i diritti umani, si discrimini e si umili un ragazzo di 12 anni solo perché in carrozzina. Ora basta!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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