«Ribadiamo la necessità di incalzare il Governo e il Parlamento, affinché siano stanziate risorse adeguate al pieno esercizio dei diritti delle persone con disabilità in ogni àmbito della vita: salute, istruzione, lavoro, mobilità, abitazione, inclusione sociale»: lo si è deto durante il Consiglio Nazionale della Federazione FISH, in vista dell’imminente presentazione della Nota di Aggiornamento del Documento di Finanza Pubblica, che orienterà le scelte della prossima Legge di Bilancio
La Legge Delega 227/121 in materia di disabilità, i progetti di vita personalizzati e partecipati, la Legge 112/16 (cosiddetta “Legge sul Dopo di Noi”), la normativa relativa all’amministrazione di sostegno e il Disegno di Legge sui caregiver familiari: questi i principali temi discussi nei giorni scorsi durante il Consiglio Nazionale della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), che ha per altro dedicato ampio spazio anche all’imminente presentazione della Nota di Aggiornamento del Documento di Finanza Pubblica, che orienterà le scelte della prossima Legge di Bilancio.
In tal senso, come si legge in una nota, «il Consiglio Nazionale della Federazione ha ribadito la necessità di incalzare il Governo e il Parlamento, affinché siano stanziate risorse adeguate al pieno esercizio dei diritti delle persone con disabilità in ogni àmbito della vita: salute, istruzione, lavoro, mobilità, abitazione, inclusione sociale». «Nonostante, infatti, i recenti avanzamenti normativi – si legge ancora – come la Legge 227/21 e la Legge 33/23 sull’assistenza alle persone anziane e non autosufficienti, la FISH invita le Istituzioni a non fermarsi, poiché troppe volte, in Italia, le riforme vengono varate “a costo zero” o con fondi occasionali e insufficienti, lasciando famiglie e persone con disabilità nell’incertezza, e spesso nell’impossibilità di accedere a servizi e sostegni».
«La disabilità – conclude la nota della FISH – è ancora oggi una condizione che espone le persone e le famiglie al rischio concreto di povertà, emarginazione e segregazione. Contrastare dunque questi fenomeni non è solo un dovere morale, ma un obbligo costituzionale, rispetto al quale servono politiche strutturate e interventi mirati, accompagnati da un finanziamento adeguato. Continueremo quindi, con fermezza e determinazione, a vigilare sull’operato delle Istituzioni e a stimolare un’azione concreta volta a costruire una società più inclusiva, equa e giusta per tutte le persone con disabilità». (S.B.)
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