Uno spazio nelle scuole dedicato all’ascolto

di Luca Faccio*
«Mi piacerebbe sapere l’opinione del Ministro dell’Istruzione e del Merito – scrive Luca Faccio – sull’idea di considerare l’introduzione, in tutti i programmi scolastici, di uno spazio dedicato all’ascolto, di almeno due ore a settimana, dove gli studenti, partendo magari dai fatti dell’attualità e della cronaca, potessero confrontarsi tra loro ed esprimere i propri pensieri, imparando così ad ascoltarsi»

Ragazzi e insegnante in aula di scuolaVorrei rivolgermi direttamente al ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, per chiedere di considerare l’introduzione, in tutti i programmi scolastici, di uno spazio dedicato all’ascolto, di almeno due ore a settimana, dove gli studenti, partendo magari dai fatti dell’attualità e della cronaca, possano confrontarsi tra loro ed esprimere i propri pensieri, imparando così ad ascoltarsi. Poi, guidati dal personale docente, con estrema dolcezza e comprensione, approdare a un percorso introspettivo che li porti a riconoscere le proprie emozioni e successivamente ad esprimerle. Credo infatti che questo tipo di percorso possa ridurre atteggiamenti aggressivi presenti sempre più spesso nelle relazioni fra gli adolescenti e non solo.
Se i giovani imparassero ad ascoltarsi, ad esempio, incontrando un compagno con disabilità o una persona portata all’introversione, con tutta probabilità non lo deriderebbero, né lo bullizzerebbero, ma si avvicinerebbero con dolcezza, aiutandosi vicendevolmente, senza sentirsi diversi l’uno rispetto all’altro, facendolo diventare così uno splendido momento di ricchezza per tutti.
Apparentemente questa mia idea potrebbe sembrare sottrarre del tempo prezioso all’acquisizione dei programmi scolastici, ma credo sia indispensabile che la scuola, insieme alle famiglie e ad altre strutture educative, debba dare spazio ai bisogni ulteriori dei giovani, perché se una persona è serena, anche l’acquisizione delle materie di studio può diventare più piacevole e meno complessa.
Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensa il Ministro e se questa mia proposta potrebbe essere realmente applicata.

*Blogger, persona con disabilità.

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