25 anni dopo la Legge 328/00 un Disegno di Legge per trasformare quell’anniversario in un nuovo inizio

di Vincenzo Falabella*
Venticinque anni dopo l’approvazione della Legge 328/00, storica riforma che ha posto le basi per il sistema integrato di interventi e servizi sociali nel nostro Paese, un Disegno di Legge recentemente proposto dal CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) può rappresentare un nuovo inizio, un progetto politico e culturale che restituisca centralità alle politiche sociali come leva per la giustizia, la resilienza comunitaria e la coesione del Paese. Ne descriviamo i contenuti

Figurine di carta tenute da due mani, a rappresentare il welfareNel prossimo mese di novembre 2025 saranno passati venticinque anni dall’approvazione della Legge 328/00, Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, storica riforma che ha appunto posto le basi per il sistema integrato di interventi e servizi sociali nel nostro Paese. Dopo un quarto di secolo, la società italiana si presenta profondamente cambiata: nuove vulnerabilità, disuguaglianze territoriali accentuate, un’evoluzione demografica rapida e la crescente complessità dei bisogni sociali rendono urgente un rinnovamento profondo del modello di welfare.
In questo contesto, l’approvazione del 25 settembre scorso del Disegno di Legge di riforma della 328/2000 da parte del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) rappresenta un passaggio fondamentale e strategico, non solo per modernizzare l’impianto normativo originario, ma per rilanciare il welfare come pilastro della coesione democratica, dell’inclusione attiva e dello sviluppo sostenibile.

Frutto di un lavoro ampio e partecipato, il citato Disegno di Legge punta ad aggiornare e a rafforzare i princìpi e gli strumenti della Legge 328/00, affrontando in modo sistemico le criticità emerse negli ultimi anni. Intende farlo muovendosi sulle seguenti direttrici:
° superare la frammentazione istituzionale nella governance dei servizi;
° garantire l’universalità e l’equità nell’accesso alle prestazioni;
° rafforzare il ruolo delle comunità locali nella programmazione e nella gestione dei servizi;
° rendere effettivi e uniformi i LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali) su tutto il territorio nazionale;
° promuovere l’integrazione tra politiche sociali, sanitarie, educative, abitative e del lavoro;
° costruire un sistema informativo condiviso, capace di supportare la programmazione, la valutazione e il monitoraggio delle politiche sociali in chiave di accountability [responsabilità] pubblica.
In tal senso, dunque, la riforma della Legge 328/00 è una necessità non più rinviabile e con questa proposta il CNEL intende mettere a disposizione del Parlamento e del Governo uno strumento concreto e condiviso per rigenerare il sistema dei servizi sociali, una proposta che mette al centro la persona, i suoi diritti e la dignità, e che punta a costruire un welfare realmente generativo, inclusivo e integrato.

Il contesto che fa da sfondo alla proposta di riforma è segnato da luci e ombre, va detto: se infatti da un lato si registra un aumento della spesa sociale (+23% dal 2019 al 2023, fonte SIOPE+), dall’altro persistono gravi diseguaglianze territoriali e istituzionali. I dati parlano chiaro: le differenze di spesa tra Ambiti Territoriali Sociali (ATS) sono abissali – si va da 170 a soli 8 euro pro capite in Campania, da 245 a 13 in Lombardia – mentre le forme di gestione restano troppo diversificate, con oltre il 67% dei servizi ancora in carico ai singoli Comuni, spesso senza le risorse organizzative e gestionali adeguate. Non è più accettabile, quindi, che l’effettività dei diritti sociali dipenda dal luogo in cui si nasce o si vive. Il welfare non può essere un privilegio territoriale, ma un diritto esigibile e garantito ovunque.
La proposta del CNEL punta quindi a sanare proprio questa frattura strutturale, rafforzando la capacità pubblica e la responsabilità condivisa.
L’approvazione del citato Disegni di Legge non è solo un atto formale. È infatti il frutto del lavoro dell’Osservatorio Nazionale dei Servizi Sociali Territoriali, istituito presso lo stesso CNEL e volto a fornire una lettura approfondita e continuativa delle dinamiche del welfare locale.
Attraverso l’Osservatorio, il CNEL sta fornendo un servizio pubblico essenziale, ossia un’analisi indipendente, rigorosa e partecipata del funzionamento delle politiche sociali, il tutto tramite un metodo nuovo, inclusivo, fondato su ascolto, evidenze e dialogo tra tutte le componenti sociali. Il Disegno di Legge nasce proprio da quel lavoro di ascolto, elaborazione e visione sistemica che oggi è indispensabile per una riforma efficace e duratura.
Vi è dunque l’occasione di trasformare l’anniversario dei venticinque anni dall’approvazione della Legge 328/00 in un nuovo inizio, ma servono visione, coraggio e responsabilità politica.

Nel dettaglio del testo approvato dal CNEL, esso propone un riordino profondo ma coerente con l’impianto originario della Legge 328/00, fondato su alcuni capisaldi:
° Sussidiarietà e co-progettazione: rafforzare cioè la collaborazione tra Enti Pubblici e Terzo Settore, come previsto, per altro, dall’introduzione del Codice del Terzo Settore.
° Multilivello e integrazione: garantire un governo coordinato delle politiche sociali tra Stato, Regioni, Comuni e Ambiti Territoriali.
° Dati e valutazione: istituire un sistema informativo nazionale interoperabile e strumenti di valutazione dell’impatto sociale.
° Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) esigibili: definire e aggiornare regolarmente i Livelli Essenziali, garantendone l’applicazione omogenea.
° Prossimità e universalismo: valorizzare il radicamento locale dei servizi, ma garantendo pari accesso in ogni parte del Paese.

In conclusione si può dire che la riforma della Legge 328/00 proposta dal CNEL non sia affatto una semplice revisione tecnica, ma un progetto politico e culturale per restituire centralità alle politiche sociali come leva per la giustizia, la resilienza comunitaria e la coesione del Paese. In altre parole, un Disegno di Legge che rappresenta una base solida e concreta per costruire un nuovo patto sociale, capace di rispondere alle sfide del nostro tempo.
A tal proposito, con l’approvazione di questo testo il CNEL ha adempiuto al suo compito costituzionale di organo di consulenza delle Camere e del Governo, svolgendo un ruolo essenziale nella costruzione di un welfare fondato su evidenze, non su approcci emergenziali o settoriali. Spetta ora al Parlamento raccogliere questa proposta e avviare il percorso legislativo per fare della riforma della Legge 328/00 una delle priorità della prossima agenda sociale del Paese, traducendo questa opportunità in un’azione concreta per il bene del Paese e delle persone.

*Consigliere del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), presidente della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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