«Questa missione rappresenta un passo importante per costruire un ponte solido tra realtà diverse, ma unite da valori quali la dignità della persona, la promozione dei diritti e il rispetto delle differenze»: così Vincenzo Falabella, presidente della Federazione FISH, consigliere del CNEL e componente della delegazione italiana che ha partecipato a una missione istituzionale in Giappone, cui la FISH stessa è stata riconosciuta come attore chiave nella promozione dei diritti umani delle persone con disabilità

«Questa missione rappresenta un passo importante nella costruzione di un ponte solido tra realtà diverse, unite però da valori comuni: la dignità della persona, la promozione dei diritti e il rispetto delle differenze. La cooperazione internazionale è fondamentale, ma lo è anche il lavoro costante che stiamo portando avanti in Italia per garantire pari opportunità, piena cittadinanza e accesso ai diritti per tutte le persone con disabilità. Un impegno che non si ferma e che si nutre anche di esperienze come questa», lo ha dichiarato Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e consigliere del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), a conclusione della missione istituzionale in Giappone, guidata dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, cui appunto la FISH, rappresentata dal proprio presidente, è stata ancora una volta riconosciuta come attore chiave nella promozione dei diritti umani, dell’inclusione e della cittadinanza attiva delle persone con disabilità, nell’àmbito di un’agenda ricca di appuntamenti che ha favorito un dialogo aperto e costruttivo con numerose organizzazioni giapponesi, permettendo uno scambio proficuo sia dal punto vista culturale che da quello normativo. «Temi come l’accessibilità, l’autonomia, l’inclusione scolastica e lavorativa, la partecipazione civica e la vita indipendente – sottolineano dalla Federazione – sono stati al centro dei confronti, tracciando un percorso condiviso di cooperazione e crescita reciproca».
Alla missione ha partecipato anche l’altra principale Federazione italiana, la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), rappresentata dal proprio presidente Nazaro Pagano.
In tutti gli incontri, dunque, la FISH ha avuto un ruolo centrale, offrendo un prezioso contributo al dibattito internazionale ed esponendo «l’esperienza italiana in tema di diritti – aggiungono sempre dalla Federazione -, maturata grazie alla collaborazione tra enti, istituzioni e associazioni della società civile, che è stata presentata come un modello efficace, orientato ai diritti e capace di mettere al centro la persona e la sua rete familiare. Sono state quindi portate all’attenzione delle controparti internazionali le principali sfide affrontate dalle persone con disabilità e illustrate soluzioni già sperimentate in Italia, in linea con i principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, un approccio, questo, che ha suscitato grande interesse tra le organizzazioni nipponiche, aprendo la strada a future collaborazioni».
Tra i momenti maggiormente significativi della missione, la visita al Tokyo Metropolitan Tobu Medical (Ryoiku) Center, struttura sanitaria e riabilitativa – sia diurna che residenziale – che accoglie persone con disabilità complesse, ove la delegazione italiana ha potuto confrontarsi con professionisti e operatori del settore socio-sanitario, osservando modelli organizzativi e pratiche cliniche avanzate nel trattamento integrato e nella presa in carico globale delle persone con bisogni complessi.
Altro momento di particolare interesse l’incontro presso la Cooperativa Kousiru-Buta Laboratory (“Vita Lavoro Tu”), esperienza virtuosa nel campo del lavoro inclusivo, che si distingue per l’attenzione alla formazione e all’autonomia lavorativa di persone con disabilità, attraverso attività artigianali, agricole e di servizio, promuovendo un’idea di occupazione dignitosa e sostenibile.
Quindi, l’incontro con i giovani partecipanti al programma internazionale Index, provenienti da Italia, Giappone, Francia e Germania. «Il confronto con questi ragazzi – spiega Falabella – protagonisti di percorsi di scambio interculturale sui temi della disabilità e dei diritti, ha rappresentato un momento di grande ispirazione, confermando quanto le nuove generazioni siano portatrici di una visione più inclusiva e consapevole del futuro».
Tra i principali momenti istituzionali, poi, gli incontri con l’ambasciatore d’Italia a Tokyo, Gianluigi Benedetti, e con il console a Osaka, Filippo Manara, occasioni importanti per rafforzare i legami diplomatici e approfondire temi di cooperazione istituzionale, diritti umani e promozione dell’inclusione sociale.
«Particolarmente rilevante – ricordano dalla FISH – anche il bilaterale con l’Arabia Saudita, in vista dell’Expo 2030 a Riyad, all’insegna di un confronto centrato sui temi dell’accessibilità e della sostenibilità, con l’obiettivo condiviso di realizzare tra cinque anni un evento realmente inclusivo, in cui tutte le persone, indipendentemente dalle proprie condizioni, possano partecipare pienamente. Il tutto con un dialogo in cui è stata sottolineata l’importanza di costruire esposizioni universali in grado di non lasciare indietro nessuno. Di grande valore, inoltre, anche l’accoglienza riservata alla delegazione italiana da parte dell’ambasciatore straordinario e commissario generale per l’Italia a Expo 2025 di Osaka, Mario Vattani, figura di riferimento nella strategia italiana per l’Esposizione Universale. Vattani, che guida la partecipazione del nostro Paese all’evento, è anche rappresentante di punta del Padiglione Italia che sotto la sua guida si configura come un hub di diplomazia culturale e relazionale, animato da un team di esperti e ambasciatori del padiglione stesso, selezionati per promuovere lo scambio interculturale e le eccellenze italiane, un modello di eccellenza per innovazione, sostenibilità e inclusione. Qui un ulteriore momento di particolare valore simbolico è stato la firma del Libro d’Onore, che ha suggellato l’impegno della delegazione italiana nel promuovere i valori dell’inclusione, della dignità e dell’uguaglianza, ossia il cuore della partecipazione italiana all’Esposizione».
«Questa missione in Giappone – concludono dalla FISH – ha rappresentato molto più di un’iniziativa diplomatica: è stata la dimostrazione concreta di come l’Italia, attraverso la sinergia tra istituzioni e società civile, stia contribuendo in modo attivo alla costruzione di un nuovo paradigma internazionale, fondato sulla piena inclusione delle persone con disabilità. La nostra Federazione, inoltre, si è confermata come un protagonista credibile e rispettato sulla scena globale, raccogliendo stimoli e buone pratiche da integrare nel nostro sistema».
«In un’epoca in cui i diritti non possono più conoscere confini – afferma ancora Falabella – questa missione in Giappone ha rappresentato un passo avanti verso un futuro in cui nessuno sia escluso, e dove la disabilità sia finalmente riconosciuta non come limite, ma come parte integrante della diversità umana». (S.B.)
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