Lazio: sbloccare subito quei fondi essenziali per ricevere cure adeguate e vivere con dignità

«La Regione Lazio non paga il fondo della disabilità gravissima al Distretto di Vetralla (Viterbo) dal mese di gennaio. Il Presidente della Regione sblocchi dunque questa situazione, perché si tratta di fondi essenziali che permettono di ricevere cure adeguate e di vivere con dignità»: la denuncia arriva dall’Associazione Luca Coscioni, dopo la segnalazione di una serie di famiglie del territorio coinvolto

Ombra nera di persona con disabilità su sfondo giallo«La Regione Lazio non paga il fondo della disabilità gravissima al nostro Distretto di Vetralla (Viterbo) dal mese di gennaio. Malgrado i nostri solleciti, e quelli del Distretto, ad oggi non ci sono notizie sui fondi. Mi rivolgo dunque direttamente al presidente della Regione Rocca perché intervenga e sblocchi questa situazione, una condizione insostenibile per chi, come me, dipende da questo contributo per garantire l’assistenza quotidiana. Si tratta infatti di fondi essenziali per chi convive con una malattia come la mia, e che permettono di ricevere cure adeguate e di vivere con dignità»: la denuncia arriva da Sabrina Di Giulio, consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni e malata di SLA (sclerosi laterale amiotrofica), evidenziando appunto che dal mese di febbraio ad oggi non è stato erogato alcun contributo, nel proprio Distretto, alle persone con disabilità gravissima, come segnalato anche da altre famiglie del medesimo territorio. «Un’interruzione dell’erogazione dei fondi – sottolineano dall’Associazione Coscioni – che sta creando gravi difficoltà economiche alle famiglie e alle persone con disabilità, costrette a sostenere da sole i costi dell’assistenza».

«È inaudito che le persone con disabilità e malattie così invalidanti vengano penalizzate e dimenticate in questo modo», commenta Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative per i diritti delle persone con disabilità dell’Associazione Coscioni, che chiede a propria volta alla Regione Lazio «di provvedere immediatamente allo sblocco delle risorse dovute e di garantire tempi certi e regolari nell’erogazione dei contributi, indispensabili per assicurare dignità e assistenza a persone che necessitano di cure continuative». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Gianandrea Bufi ([email protected]).
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