Il progetto dell’Associazione AIPD “Università della Vita Indipendente” ha accompagnato a Potenza 28 persone con disabilità (sindrome di Down e disturbi dello spettro autistico) verso la conquista dell’autonomia e la definizione del proprio futuro, consentnedo loro di acquisire competenze pratiche e relazionali e mettendone alla prova la capacità di autodeterminazione e gestione quotidiana

«L’autonomia non è un privilegio e non è un lusso, non è solo per qualcuno ma è per tutti: in una parola, è un diritto. È partendo da questo principio che abbiamo realizzato a Potenza questo nostro progetto»: lo dicono dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), a proposito del proprio progetto denominato Università della Vita Indipendente, percorso che ha accompagnato 28 persone con disabilità (sindrome di Down e disturbi dello spettro autistico) verso la conquista dell’autonomia e la definizione del proprio futuro, attraverso un cohousing sociale, all’interno di un appartamento appositamente preso in locazione, ove con il supporto costante degli operatori e delle Associazioni partecipanti, le persone hanno potuto acquisire competenze pratiche e relazionali, mettendo alla prova la propria capacità di autodeterminazione e gestione quotidiana.
«La riforma in corso della disabilità – spiega Carmela De Vivo, presidente della FISH Basilicata (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) – ci chiede un cambio di sguardo e di cultura. Le persone con disabilità, infatti, non sono più destinatari passivi di servizi, ma protagonisti della propria vita, con il passaggio al modello dei diritti umani, l’introduzione del progetto personalizzato e partecipato e il coordinamento tra istituzioni che segnano una trasformazione profonda. Ora la sfida è fare in modo che questi princìpi diventino concreti e stabili».
L’ Università della Vita Indipendente ha accompagnato dunque i partecipanti attraverso esperienze di vita reale, dalla gestione della casa alle autonomie quotidiane, in situazione di convivenza e relazioni sociali. «Chi era ai primi passi verso l’autonomia – racconta Arianna Ricciardella, operatrice dell’AIPD di Potenza – ha imparato le basi della Vita Indipendente, mentre chi era già avanti ha consolidato competenze per il co-housing».
«Abbiamo accompagnato le persone con disabilità in un percorso di crescita costruito sui loro bisogni e potenzialità – afferma dal canto suo Cesina Russo, presidente dell’ALA (Associazione Lucana Autismo) -, fornendo strumenti concreti per vivere in modo indipendente, esercitare pienamente i propri diritti e partecipare alla comunità con dignità e responsabilità».
«Uscire dalla bolla – spiega quindi Federica Labella, educatrice socio pedagogica – significa superare stereotipi, limiti e barriere che ancora oggi circondano le persone con disabilità. Le nuove norme di questi ultimi anni ci chiamano a costruire comunità inclusive, dove ciascuno possa scegliere e vivere il proprio progetto di vita. Non è un atto di gentilezza: è giustizia, è democrazia. Il nostro impegno è vigilare, accompagnare e costruire, perché nessuno resti ai margini e ogni persona abbia la possibilità di vivere pienamente i propri diritti e le proprie aspirazioni».
E ancora, Rosa Padula, psicologa clinica e operatrice dell’ALA, ricorda che «con questo progetto abbiamo dimostrato che, quando vengono costruiti contesti strutturati e inclusivi, le persone con disabilità possono sviluppare reali competenze per una vita adulta autonoma. I partecipanti, infatti, hanno imparato a gestire la casa, prendersi cura di sé, relazionarsi con gli altri e affrontare la quotidianità con maggiore consapevolezza e responsabilità». «Questa esperienza – aggiunge – conferma che l’autonomia è un percorso graduale, che richiede tempo, continuità e sostegno professionale. Per questo è fondamentale dare stabilità a progetti come questo, perché offrono opportunità concrete di crescita e permettono di superare definitivamente i luoghi comuni sulle persone con disabilità. Ringraziamo dunque l’AIPD Potenza, le Associazioni partner, la Regione Basilicata e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per avere creduto in un percorso che mette al centro la dignità, le capacità e il futuro delle persone».
«Non si tratta solo di acquisire abilità pratiche – sottolinea infine lo psicologo Giovanni Magoni -: ogni competenza, infatti, deve avere una ricaduta concreta nella vita quotidiana e favorire indipendenza, relazioni significative e autodeterminazione. Il progetto di vita non si rimanda: si costruisce giorno dopo giorno».
Le conclusioni sono affidate a Gianfranco Salbini, presidente nazionale dell’AIPD e capofila del progetto. «La metodologia AIPD – ricorda – nasce nel 1989 con i primi corsi per l’autonomia. Oggi, grazie alla rete territoriale con l’ALA, la FISH Basilicata, l’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori di Persone con Autismo), l’AGESCI e il CAI, rafforziamo un modello di autonomia concreta, reale e possibile».
Tenendo poi conto del sostegno per il progetto avuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Basilicata, che ne hanno riconosciuto il valore innovativo, Salbini chiede con forza «che questi percorsi diventino strutturali e permanenti, poiché l’autonomia non è un esperimento a tempo, ma è un diritto, un percorso di vita e una condizione essenziale per vivere pienamente la cittadinanza».
Con strumenti adeguati, sostegno professionale e contesti inclusivi, dunque, un progetto come Università della Vita Indipendente dimostra realmente che le persone con disabilità possono vivere da adulti autonomi, superare barriere e pregiudizi e costruire la propria vita con consapevolezza e libertà di scelta. (S.B.)
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