«L’accessibilità non può essere considerata un aspetto secondario o aggiuntivo, ma deve rappresentare un requisito essenziale e trasversale di ogni intervento edilizio, sia di nuova costruzione che di ristrutturazione o riqualificazione»: è quanto innanzitutto dichiarato dalla Federazione FISH, che in sede di audizione alla Camera, sull’aggiornamento, il riordino e il coordinamento della disciplina legislativa in materia edilizia, ha presentato una propria Memoria

In sede di audizione presso l’Ottava Commissione della Camera (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici), centrata sull’aggiornamento, il riordino e il coordinamento della disciplina legislativa in materia edilizia, a partire dalla Proposta di Legge AC 535, con la successiva e abbinata Proposta di Legge AC 2332 (Delega al Governo per l’aggiornamento, il riordino e il coordinamento della disciplina legislativa in materia edilizia), la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) ha presentato una propria Memoria (disponibile integralmente a questo link), ove si sottolinea innanzitutto che «l’accessibilità non può essere considerata un aspetto secondario o aggiuntivo, ma deve rappresentare un requisito essenziale e trasversale di ogni intervento edilizio, sia di nuova costruzione che di ristrutturazione o riqualificazione».
Sono dunque sostanzialmente tre i princìpi e le normative che secondo la Federazione devono essere esplicitamente richiamati in un aggiornamento e riordino della disciplina edilizia, vale a dire innanzitutto «il Design for All (“progettazione per tutti), ovvero una metodologia standard per la progettazione degli spazi, che superi la logica degli “interventi a posteriori” o delle “soluzioni speciali” per singole categorie di disabilità, un approccio che garantisca prodotti, ambienti, programmi e servizi utilizzabili dal maggior numero possibile di persone, senza bisogno di adattamenti o di una progettazione specializzata».
Quindi «l’armonizzazione con le Direttive Europee, recependo e allineandosi sia alla già vigente Direttiva Europea sull’Accessibilità (European Accessibility Act), sia ad altre future Direttive Europee, estendendo i princìpi di accessibilità non solo agli aspetti tecnologici, ma anche e in modo coerente all’ambiente costruito».
Infine, la necessità di «eliminare le ambiguità e le deroghe che ancora oggi permettono la realizzazione di opere che non rispettano pienamente il Decreto Ministeriale 236/89 (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata), in particolare per quanto concerne l’adattabilità e la visitabilità».
Con la propria Memoria, pertanto, la Federazione chiede che la Proposta di Legge Delega «impegni il Governo ad aggiornare e uniformare i parametri tecnici dell’accessibilità, rendendoli cogenti e non derogabili in tutti i contesti abitativi e lavorativi, pubblici e privati; a introdurre l’obbligo di presentazione della Relazione Tecnica di Accessibilità per tutti i progetti edilizi, come parte integrante della documentazione necessaria per il rilascio del titolo abilitativo; a prevedere un sistema di verifica e sanzioni efficaci e dissuasive per il mancato rispetto dei requisiti di accessibilità in fase di progettazione ed esecuzione». (S.B.)
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