«Accogliamo con favore – scrivono dal Gruppo Donne della Federazione LEDHA – l’approvazione da parte della Camera della Proposta di Legge che introduce la nozione di «consenso libero e attuale» per il reato di violenza sessuale e tuttavia, sottolineiamo con forza che questo progresso legislativo non risolve automaticamente le condizioni di particolare vulnerabilità che colpiscono le donne e le ragazze con disabilità»
Accogliamo con favore l’approvazione da parte della Camera dei Deputati della Proposta di Legge che introduce nel nostro ordinamento la nozione di «consenso libero e attuale» per il reato di violenza sessuale. È un passo avanti importante che chiarisce che, senza consenso, c’è violenza. E tuttavia, sottolineiamo con forza che questo progresso legislativo non risolve automaticamente le condizioni di particolare vulnerabilità che colpiscono le donne e le ragazze con disabilità. Infatti, le barriere comunicative, il frequente isolamento sociale, la mancanza di accesso diretto alle strutture di denuncia e supporto spesso impediscono un’effettiva applicazione della norma nei loro confronti.
Sappiamo inoltre che queste condizioni di vulnerabilità possono rendere molto difficile per una donna o una ragazza con disabilità far valere il proprio diritto a dire “no”.
In occasione dunque della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne di oggi, 25 novembre, ricordiamo che questa tutela deve valere per tutte, senza eccezioni, comprese le donne con disabilità.
Per questo chiediamo che tutti coloro che raccolgono una denuncia – forze dell’ordine, personale sanitario, centri antiviolenza – siano adeguatamente formati per ascoltare e proteggere anche le donne con disabilità, garantendo ambienti accessibili e competenze adeguate.
La riforma sul consenso è un passo necessario, ma sarà efficace solo se tutte potranno realmente beneficiarne. Il diritto a dire “no” e ad essere credute deve valere per ogni donna, senza eccezioni.
*La LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità) è la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).
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