«Un modello di protagonismo attivo e di autodeterminazione delle persone con disabilità»: così abbiamo definito negli anni il progetto del “Forno di Vincenzo” a Eboli (Salerno), costruito a misura di un giovane con disabilità intellettiva, ma anche spazio aperto per tutti i giovani “fragili”. Domani, 3 dicembre, quel progetto riceverà dal Garante Regionale dei Diritti delle Persone con Disabilità della Campania, il “Premio al Merito Civico 2025 per la solidarietà e l’inclusione delle persone con disabilità”
Era il 2017, quando ci occupammo per la prima volta dell’Associazione Il forno di Vincenzo e dell’omonimo progetto promosso a Eboli (Salerno), che il suo ideatore e primo sostenitore, Vito Bardascino, aveva definito come «una sperimentazione sociale volta a rimodulare welfare e criteri assistenziali, sottolineando un nuovo modello di protagonismo attivo e di autodeterminazione delle persone con disabilità». Ne era protagonista Vincenzo Bardascino, trentenne che non ha mai accettato la propria condizione di fragilità, legata alla sindrome dell’X Fragile, come un limite insormontabile per raggiungere i suoi obiettivi e i suoi desideri, perseguiti anche attraverso un percorso scolastico che grazie soprattutto agli ultimi anni nell’Istituto Alberghiero Ancel Keys di Castelnuovo Cilento (Salerno), gli avevano consentito di diplomarsi felicemente e successivamente di specializzarsi nella realizzazione del pane e delle pizze.
Il percorso non sempre è stato facile, ma alla fine, ed era il 3 dicembre 2023, come avevamo riferito a suo tempo, i locali del Forno di Vincenzo sono stati pubblicamente inaugurati, nel Centro Antico di Eboli, suscitando una grande emozione nel protagonista di questa storia, che aveva detto: «La forza dei legami che permettono la lievitazione del pane è uguale alla forza delle persone che credono in un progetto e lo aiutano a crescere. Sono emozionato e orgoglioso di quanto abbiamo realizzato fino a oggi, ma ancora di più per le cose belle da costruire insieme in futuro».
«Questo progetto – aveva raccontato dal canto suo Vito Bardascino, coordinatore dell’Associazione Il forno di Vincenzo e papà di Vincenzo – è stato una sfida sociale, una sperimentazione di welfare rigenerativo che pone al centro la persona, un percorso per la costruzione del “Durante e Dopo di Noi”. La maggior parte dei giovani con disabilità vivono l’esperienza di progetti che non hanno senso per la loro vita. Vincenzo oggi è il primo giovane in Italia con sindrome dell’X fragile a gestire un forno, a sfornare il suo pane della felicità in maniera autonoma, ma allo stesso tempo “fianco a fianco” con la comunità allargata e diffusa del Centro Antico di Eboli. Le attrezzature sono state scelte per rispondere a due requisiti principali: garantire la massima sicurezza e la massima autonomia possibile a Vincenzo. Non si tratta di un’attività commerciale, ma di un punto di riferimento a disposizione della comunità: la nostra Associazione, infatti, ha come mission l’orientamento e l’inserimento lavorativo dei giovani con disabilità intellettiva, relazionale e sindrome dello spettro autistico, allineato coerentemente alla loro qualità di vita».
«Scegliere il pane realizzato da Vincenzo – aveva aggiunto – significa sostenerne il progetto di vita e quello di altri giovani che come lui vivono una condizione di fragilità. Il forno distribuirà il pane una volta alla settimana, mentre almeno una volta al mese la comunità potrà utilizzare il forno anche per cuocere il proprio pane. Nei prossimi mesi Vincenzo terrà dei corsi di panificazione. La sua libertà, la sua autodeterminazione passano attraverso il pane che è diventato un facilitatore nelle relazioni, nella crescita umana e professionale di mio figlio».
Ebbene, due anni dopo quell’inaugurazione, ancora una volta in occasione di una Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, quella di domani, 3 Dicembre, a quel progetto e a quell’Associazione arriverà in mattinata a Napoli (Consiglio Regionale della Campania, ore 11) un riconoscimento più che meritato, da parte del Garante Regionale dei Diritti delle Persone con Disabilità della Campania, vale a dire il “Premio al Merito Civico 2025 per la solidarietà e l’inclusione delle persone con disabilità”.
Coincideranno dunque anche con il premio le giornate di condivisione già organizzate dall’Associazione, con il titolo Vieni a cuocere il tuo pane al Forno di Vincenzo, che nel pomeriggio di domani, 3 dicembre, tra l’altro (ore 15), inviteranno tutti e tutte a impastare e a sfornare insieme il “pane della felicità”, «immaginando – come viene detto – il possibile cammino verso la costituzione di Jevule Borgo Solidale – con tutti e per tutti, per il “Durante e il Dopo di Noi”».
«Questo – commenta Salvatore Nocera – è il riconoscimento ufficiale di un lavoro svolto prima da Vincenzo con i suoi studi, grazie ai quali ha seriamente imparato informazioni che gli hanno permesso di iniziare e svolgere con professionalità questa sua attività, quindi dalla forza di volontà di chi ha seguito e sostenuto Vincenzo in questa impresa; ed è anche un premio alle organizzazioni di volontariato il cui contributo ha pure fatto sì che un sogno divenisse realtà. Si tratta inoltre di un premio il quale dimostra che quando una famiglia e una comunità cittadina stanno attorno ad uno di noi, persone con disabilità, allora riusciamo a crescere come gli altri e, come gli altri, a svolgere un lavoro; Vincenzo addirittura non svolge un lavoro dipendente, come fanno molto bene molti di noi, ma egli ha avuto il coraggio di “mettersi in proprio”, avviando un lavoro autonomo! Grazie, Vincenzo, ci hai dato un esempio che ci rafforza nel difficile percorso dell’inclusione scolastica e sociale di tutte le persone con disabilità e che arriva provvidenzialmente in un momento in cui si manifestano purtroppo segnali di marcia indietro nel duro cammino dell’inclusione, con proposte di riapertura delle scuole speciali sia da parte di taluni politici, ma anche da parte di docenti di scuola e di università». (S.B.)
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