È giunto alla sua undicesima edizione e le iscrizioni sono aperte fino al 30 dicembre, per il corso di formazione volto a rendere accessibile l’audiovisivo, tramite sottotitolazione e audiodescrizione, proposto dall’Associazione +Cultura Accessibile-Cinemanchìo e aperto a tutti coloro che possiedano una conoscenza cinematografica e vogliano lavorare anche nell’ambito dell’accessibilità
Ci siamo occupati regolarmente, in questi anni, dei corsi di formazione volti a rendere accessibile l’audiovisivo, tramite sottotitolazione e audiodescrizione, proposti dall’Associazione +Cultura Accessibile-Cinemanchìo e aperti a tutti coloro che possiedano una conoscenza cinematografica e vogliano lavorare anche nell’ambito dell’accessibilità.
Quell’ottima iniziativa è giunta alla sua undicesima edizione, contando sempre sulla collaborazione di FilmCommission Torino Piemonte, del Museo Nazionale del Cinema, dell’Università di Torino, del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e, da quest’anno, anche di ANICA Academy.
Fino al 30 dicembre, dunque, vi si potranno iscrivere studenti laureandi o laureati, che vogliano aggiungere una competenza per ampliare le opportunità di inserimento al lavoro; traduttori, autori, sceneggiatori o altri professionisti del settore audiovisivo che desiderino sviluppare le proprie competenze per diversificare la propria attività professionale; linguisti, professionisti della scrittura, professionisti che lavorano nei laboratori di post-produzione, sottotitolatori interlinguistici, adattatori o studenti del master in traduzione.
«La sottotitolazione e l’audiodescrizione – dicono i promotori dell’iniziativa – sono sempre più richiesti e beneficiano di un trattamento significativo nel panorama audiovisivo italiano. L’ulteriore crescita prevista nei prossimi anni allargherà maggiormente i settori in cui verranno richieste queste professionalità. La resa accessibile, infatti, garantisce la piena fruizione da parte di un pubblico estremamente vasto e diversificato; permette di dare continuità di “abitudini culturali” alle persone che con l’avanzare dell’età sono affette da patologie anche non gravi legate all’udito e alla vista. Le traduzioni in sottotitoli o voice over rendono inoltre l’audiovisivo accessibile per chi parla lingue diverse da quella dell’originale e gli permettono di spingersi ben oltre i confini di una nazione, fermo restando che l’audiodescrizione è il “supporto principe” per persone con disabilità visive, così come i sottotitoli intralinguistici si rivolgono sì a persone con disabilità uditive, ma anche a persone immigrate con difficoltà di comprensione della lingua parlata nei film, nonché a persone con disabilità cognitiva». (S.B.)
Per ogni informazione (e iscrizioni) accedere a questo link e/o scrivere a [email protected].
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