Il percorso verso l’implementazione del Progetto di Vita individuale delle persone con disabilità

Evitare che il Decreto Legislativo 62/24, applicativo della Legge Delega in materia di disabilità, rimanga una “riforma solo sulla carta”, trasformandolo invece nel motore di una società più equa, dove ogni persona con disabilità possa decidere liberamente del proprio futuro, fuori da ogni logica di isolamento o istituzionalizzazione: è quanto emerso dall’incontro pubblico promosso dalla Federazione FISH e centrato appunto sul percorso verso l’implementazione del Progetto di Vita individuale
Spazio DirSI – Disabilità in rete a Siena, su progetto di vita
Realizzazione grafica elaborata in occasione di un ciclo di incontri formativi proposti nel 2024 da Spazio DirSI – Disabilità in rete a Siena

Al centro del dibattito dell’incontro pubblico promosso dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), dedicato allo stato di attuazione del Decreto Legislativo 62/24 (Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato), attuativo della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità, vi è stato il percorso verso l’implementazione del Progetto di Vita individuale, strumento che, come noto, sposta definitivamente l’asse dalla semplice assistenza alla piena partecipazione sociale delle persone con disabilità.
Durante l’incontro, sono intervenute, tra gli altri, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, con un videomessaggio di saluto e la viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci.

«L’evento – spiegano dalla FISH – ha rappresentato un momento di sintesi fondamentale tra le istanze del mondo associativo e le rappresentanze istituzionali. Abbiamo infatti presentato un’analisi dettagliata dello stato dell’arte, evidenziando come la riforma non possa prescindere da una collaborazione sinergica tra Enti Locali, Sanità e Terzo Settore. Durante il confronto, inoltre, abbiamo evidenziato alcune criticità emerse in questa fase di transizione, ribadendo in particolare l’urgenza di uniformare le procedure di valutazione su tutto il territorio nazionale e di garantire risorse strutturali che permettano di finanziare i budget di progetto in modo adeguato. In tal senso, abbiamo chiesto alle Istituzioni impegni precisi affinché la complessità burocratica non diventi un ostacolo al diritto all’autodeterminazione».

«Quando parliamo di Vita Indipendente, di autonomia – ha dichiarato Maria Teresa Bellucci – parliamo anche di lavoro che conferisce dignità alle persone. Le politiche sociali devono quindi abbandonare i sussidi e l’assistenzialismo e garantire il diritto di ogni persona di sentirsi parte attiva della società. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero per le Disabilità stanno lavorando con la FISH e le altre Associazioni rappresentative, per fare in modo che le istanze e esigenze delle persone con disabilità trovino riscontro a livello normativo e pratico».

Oltre all’analisi politica, l’incontro ha permesso di condividere modelli e strumenti tecnici sviluppati per rafforzare l’autodeterminazione delle persone con disabilità e il supporto alle loro famiglie. Sono state infatti illustrate buone pratiche di co-progettazione che dimostrano come, laddove la persona viene messa al centro della pianificazione, la qualità della vita e l’inclusione lavorativa e sociale migliorano sensibilmente. È stata quindi anche l’occasione di fare il punto sui risultati raggiunti e i prossimi passi dei due progetti di cui la stessa FISH è capofila, vale a dire Pronti per l’Indipendenza [se ne legga già in altra parte del giornale, N.d.R.] e Insieme per l’Indipendenza.

«Il Progetto di Vita – ha affermato a margine dei lavori il presidente della FISH Vincenzo Falabella – non è un traguardo formale, ma l’inizio di una nuova fase verso la vita indipendente delle persone con disabilità. Con questo incontro abbiamo dimostrato che il mondo associativo è pronto a fare la propria parte con competenze e proposte concrete. Ora tocca alle Istituzioni assicurare che questo cambiamento di paradigma sia recepito da ogni ufficio amministrativo e in ogni territorio».

In conclusione la FISH ha ribadito la propria volontà di proseguire nel monitoraggio costante dell’attuazione della normativa. L’obiettivo resta segnatamente quello di evitare che il Decreto 62/24 rimanga una “riforma solo sulla carta”, trasformandolo invece nel motore di una società più equa, dove ogni persona con disabilità possa decidere liberamente del proprio futuro, fuori da ogni logica di isolamento o istituzionalizzazione. (R.A.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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