Non solo investimenti dedicati alla rimozione delle barriere architettoniche e attenzione nella progettazione di edifici sia pubblici che privati: il Comune friulano di Pradamano, con un’azione decisamente apprezzabile, ha recentemente approvato all’unanimità una mozione che impegna l’Amministrazione «a utilizzare espressioni corrette, aggiornate e rispettose della dignità delle persone con disabilità in tutti gli atti, documenti e comunicazioni istituzionali»

È decisamente degno di nota e apprezzabile quanto ci viene segnalato dall’Associazione Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia, riguardo all’approvazione all’unanimità, da parte del Comune di Pradamano, piccolo centro in provincia di Udine, di una mozione per il linguaggio inclusivo che impegna l’Amministrazione «a utilizzare espressioni corrette, aggiornate e rispettose della dignità delle persone con disabilità in tutti gli atti, documenti e comunicazioni istituzionali».
«Le parole costruiscono la realtà – ha sottolineato per l’occasione Jihane Habbal, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune friulano e principale promotrice dell’iniziativa – ed è per questo che chiediamo un cambiamento autentico, promosso in prima linea dalle Istituzioni e rivolto a tutta la società. In tal senso, l’adozione consapevole e sistematica dell’espressione “persona con disabilità” rappresenta un passo imprescindibile per riaffermare la centralità dell’individuo, promuovere il pieno rispetto della sua dignità e valorizzare le sue potenzialità».
«Un linguaggio inclusivo – ha aggiunto l’assessora Barbara Srebrnic – significa riconoscere dignità, creare relazioni positive e ridurre quei fattori che troppo spesso isolano le persone».
La mozione sul linguaggio viaggia per altro “in parallelo” ad ulteriori azioni promosse dal Comune di Pradamano, sul piano dell’accessibilità e della progettazione, come ha sottolineato la vicesindaca Daiana Miani, evidenziando la volontà «di costruire una comunità capace di restituire centralità alla persona: infatti, dopo l’avvio degli investimenti dedicati alla rimozione delle barriere architettoniche, a seguito del Piano di Superamento delle barriere stesse, e l’attenzione nella progettazione di edifici sia pubblici che privati, ora l’adozione del linguaggio inclusivo rappresenta un ulteriore passaggio fondamentale, perché significa scegliere consapevolmente di non discriminare attraverso le parole, un atto culturale che abbiamo fortemente voluto». (S.B.)
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Se la disperazione diventa un mercato: terapie ingannevoli e autismo Continuano ad emergere casi di genitori che, sopraffatti dalla disperazione, cadono vittime di percorsi alternativi e truffe in cerca di cure e soluzioni per l’autismo. Ringraziamo dunque con particolare calore…
- Amministrazione di sostegno: quando la dignità umana viene negata ai "fragili" Agli esperti della Legislazione il compito di studiare le modifiche necessarie alla legge sull'amministrazione di sostegno, lo scopo di questo approfondimento, invece, è riflettere sull’aspetto umano di quei troppi casi,…