Il grande vuoto lasciato da Claudia Frizzarin

L’OMAR (Osservatorio Malattie Rare) – di cui era amica e frequente collaboratrice – e la struttura OPSA di Sarmeola di Rubàno (Padova) ricordano Claudia Frizzarin, scomparsa a 39 anni nei giorni scorsi, diversity manager, attivista per i diritti delle persone con disabilità, fondatrice a Padova dell’Associazione MIL (Muoversi in Libertà)
Claudia Frizzarin
Claudia Frizzarin

La redazione dell’OMAR (Osservatorio Malattie Rare), così come Superando, si stringe ai familiari di Claudia Frizzarin, «amica e collaboratrice – scrivono dall’OMAR stesso – mancata all’affetto dei suoi caria 39 anni il 10 gennaio scorso. Diversity Manager, attivista per i diritti delle persone con disabilità, fondatrice a Padova del MIL (Muoversi in Libertà), Associazione nata per abbattere i pregiudizi, promuovere l’inclusione lavorativa, sostenere psicologicamente chi affronta disabilità e sensibilizzare la comunità con eventi pubblici e percorsi educativi nelle scuole, Claudia lascia un vuoto enorme nella comunità, ma vogliamo ricordarla in particolare per il suo impegno pubblico nell’ambito della promozione del progetto di vita indipendente, tema sul quale ha scritto per noi molti articoli, e in particolare uno del 2021 (disponibile a questo link), che è stato utile a centinaia di persone».
Nel ricordare che anche le varie Associazioni componenti l’Alleanza Malattie Rare si uniscono al cordoglio di familiari e amici, segnaliamo anche il link al quale sono presenti alcuni contributi personali, dedicati alla memoria di Claudia Frizzarin.

Anche l’OPSA di Sarmeola di Rubàno (Padova) ricorda Frizzarin con una nota in cui si legge tra l’altro: «Claudia era tantissime cose: attivista per i diritti delle persone con disabilità, diversity manager, instancabile ideatrice di eventi e tessitrice di relazioni tra tutte le realtà che si occupano di disabilità. Perché la sua filosofia era anche la nostra: la vera inclusione passa attraverso la conoscenza delle fragilità, conoscenza che va promossa anche e soprattutto “andando fuori”».
«L’eredità che ci lasci, Claudia – concludono dall’OPSA – è continuare a lavorare insieme, per abbattere un ostacolo alla volta e costruire un mondo migliore per tutti». (S.B.)

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