Fino al 6 febbraio ogni cittadino e cittadina dell’Unione Europea potrà ancora fornire il proprio contributo alla consultazione pubblica avviata dalla Commissione Europea sul tema “Rafforzare la strategia per i diritti delle persone con disabilità fino al 2030”. Si può farlo a titolo personale o a nome di un’organizzazione, fornendo un proprio semplice commento oppure rispondendo al questionario specificamente predisposto. Diamo spazio alle risposte fornite dal Forum Europeo sulla Disabilità
Fino al 6 febbraio prossimo ogni cittadino e cittadina dell’Unione Europea potrà ancora fornire il proprio contributo alla consultazione pubblica avviata dalla Commissione Europea sul tema Rafforzare la strategia per i diritti delle persone con disabilità fino al 2030, il cui obiettivo è segnatamente quello di “fotografare” al meglio la situazione delle persone con disabilità nell’Unione, quali aree necessitino di maggiore impegno e quali azioni dovrebbero essere attuate nei prossimi quattro anni. In tal senso si può farlo a titolo personale o a nome di un’organizzazione, sia fornendo un proprio semplice commento (feedback), tramite questo link oppure rispondendo al questionario specificamente predisposto (a quest’altro link: scegliere in alto la versione in lingua italiana).
Interessante è segnalare i contenuti della risposta alla consultazione fornita dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che nel sottolineare i progressi attuati negli ultimi anni grazie alla Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità, tra cui la Direttiva sulla Carta Europea della Disabilità e sul Contrassegno di Parcheggio e il Centro Risorse AccessibleEU, ha tuttavia ricordato «che permangono lacune significative, evidenziate sia dalle organizzazioni di persone con disabilità, sia dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità Nazioni Unite. La Commissione Europea dovrà quindi aggiungere nuove iniziative-faro per colmare tali lacune, non limitandosi a proseguire il lavoro esistente».
In particolare l’EDF ha chiesto che vengano adottate «misure vincolanti basate su precedenti azioni non legislative», quali, nel dettaglio, «la Garanzia per l’Occupazione e le Competenze per le Persone con Disabilità, ossia uno strumento che fornisca finanziamenti e supporti volti a garantire alle persone con disabilità parità di accesso all’istruzione, alla formazione e al lavoro. E anche una nuova Agenzia Europea per l’Accessibilità, che regolamenti appunto l’accessibilità, supporti l’attuazione delle leggi esistenti, assista e monitori i Paesi dell’Unione Europea, scambiando buone pratiche. E ancora, una legislazione che garantisca l’accessibilità economica e la disponibilità delle tecnologie assistive, una Direttiva sulla libera circolazione delle persone con disabilità, un pacchetto di norme mirate alla deistituzionalizzazione nell’Unione Europea, basandosi su dati più attendibili e sull’integrazione nei quadri di finanziamento dell’Unione. Infine, un fondo per l’accessibilità collegato al Piano per l’Edilizia Sostenibile e da ultima, ma non certo ultima, un’azione coordinata per porre fine alla sterilizzazione forzata in tutta l’Unione Europea». (S.B.)
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