La riforma del “Progetto di Vita” diventi concretamente il motore di una nuova organizzazione dei servizi sociali e sanitari

Vi è uno specifico articolo riguardante la riforma in materia di disabilità nel Decreto Legge in discussione alla Camera che introduce misure per l’attuazione del PNRR e delle politiche di coesione. In una propria Memoria, la Federazione FISH chiede al Governo e al Parlamento di «assicurare che i relativi interventi siano realizzati in modo tempestivo e omogeneo, garantendo che la riforma del “Progetto di Vita” diventi concretamente il motore di una nuova organizzazione dei servizi sociali e sanitari»
Spazio DirSI – Disabilità in rete a Siena, su progetto di vita
Realizzazione grafica elaborata in occasione di un ciclo di incontri formativi proposti nel 2024 da Spazio DirSI – Disabilità in rete a Siena

Nell’àmbito dell’esame del Decreto Legge 19/26 (Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione), provvedimento che introduce misure urgenti, riguardanti da vicino anche i diritti e il futuro di milioni di persone con disabilità e delle loro famiglie, la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), rappresentata dal proprio vicepresidente vicario Roberto Speziale, ha presentato una Memoria presso la Commissione V della Camera (Bilancio, Tesoro e Programmazione), documento che è il risultato di un lavoro corale dell’intera rete associativa, volto a garantire che i fondi europei si traducano in cambiamenti reali e tangibili nella vita quotidiana.
Nello specifico, al centro dell’analisi della Federazione vi è l’articolo 7 del Decreto Legge 19/26 (Misure di semplificazione per l’attuazione della riforma in materia di disabilità), rispetto al quale la FISH ha sottolineato nella propria Memoria come «l’attuazione del Decreto Legislativo 62/24 (Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato) in materia di disabilità rappresenti una riforma abilitante imprescindibile per il PNRR».
E tuttavia, nonostante il quadro normativo ritenuto avanzato, la Federazione ha rilevato una serie di criticità che richiedono interventi immediati», ossia: «ritardi nell’implementazione, con la lentezza dei processi attuativi che rischia di compromettere l’accesso alle risorse europee; disomogeneità territoriale, con la capacità amministrativa frammentata tra le diverse Regioni che crea disuguaglianze nell’accesso ai servizi; coordinamento dei fondi, rispetto al quale è necessario un dialogo più serrato tra PNRR, Piano Nazionale di Coesione e Fondi Strutturali per evitare sovrapposizioni o dispersioni di risorse».

La Memoria della FISH accoglie per altro con favore il rafforzamento della governance, che coinvolge l’Autorità politica delegata, il Garante Nazionale e la stabilizzazione del Programma di Azione Triennale. Vien però ribadito «che l’inclusione e l’accessibilità, sia fisica che digitale, devono diventare standard uniformi e non derogabili in ogni progetto finanziato».

In conclusione, la FISH ha chiesto al Governo e al Parlamento di «assicurare che gli interventi siano realizzati in modo tempestivo e omogeneo, garantendo che la riforma del “Progetto di Vita” non resti un concetto astratto, ma diventi il motore di una nuova organizzazione dei servizi sociali e sanitari». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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