È nata il 7 marzo 2006 per mettere al centro l’abitare delle persone più vulnerabili (persone con disabilità, minori in stato di abbandono, donne con bambino in situazione di grave fragilità sociale) e per creare una rete capace di sostenerle ogni giorno: sta per compiere vent’anni Casa al Plurale, Associazione cui aderiscono 37 organizzazioni che gestiscono strutture e progetti di solidarietà, innovazione e integrazione sociale nel Lazio, con 60 case famiglia di Roma e del Lazio rappresentate nel proprio Coordinamento

Il 7 marzo coinciderà con i vent’anni dalla nascita di Casa al Plurale, un’Associazione unica nel panorama romano e nazionale: non rappresenta i lavoratori, non rappresenta i datori di lavoro e non rappresenta neppure le famiglie delle persone accolte. Casa al Plurale dà voce alle case famiglia e alle persone che le abitano, costruendo, quando possibile, un dialogo con le famiglie senza sostituirsi a loro. È nata per mettere al centro l’abitare delle persone più vulnerabili – persone con disabilità, minori in stato di abbandono e donne con bambino che vivono situazioni di grave fragilità sociale – e per creare una rete capace di sostenerle ogni giorno. Questa intuizione, semplice e radicale, guida l’Associazione fin dalla sua fondazione, avvenuta il 7 marzo 2006.
Attualmente all’Associazione aderiscono 37 organizzazioni (a questo link è disponibile l’elenco completo), che gestiscono strutture e progetti di solidarietà, innovazione e integrazione sociale nel Lazio, e sono 60 le case famiglia a Roma e nel Lazio rappresentate nel Coordinamento.
Il traguardo dei propri vent’anni Casa al Plurale ha scelto di raccontarlo senza autocelebrazioni, ma attraverso ciò che l’ha sempre definita: la pluralità delle voci che la compongono. Per questo, in occasione dell’anniversario, ogni cooperativa associata è stata invitata a scegliere una sola parola, scritta a mano su un foglio A4, per dire cosa rappresenta Casa al Plurale. Ne viene fuori un mosaico di sguardi che restituisce l’essenza dell’Associazione: cura, responsabilità, presenza, comunità, condivisione.
In questi vent’anni Casa al Plurale ha difeso le case famiglia ogni volta che il sistema rischiava di farle chiudere, soprattutto a causa di rette inadeguate che non coprivano nemmeno i costi minimi dell’accoglienza. È stata una battaglia portata avanti su più piani: nel confronto politico, nelle piazze, nei momenti pubblici in cui era necessario rendere visibile ciò che rischiava di restare invisibile.
Dal flash mob alla Fontana di Trevi a Roma nel 2014 ai convegni in Campidoglio, dalle campagne di controinformazione per smontare stereotipi e narrazioni distorte sulle case famiglia, fino all’appello #amenodiunmetro durante la pandemia: l’Associazione non si è mai tirata indietro ogni volta che c’era da sostenere le case famiglia.
A questo si è aggiunto il monitoraggio costante dei costi standard delle comunità di accoglienza, con il report mensile Quanto costa una casa famiglia?, strumento che ha rafforzato una battaglia già in corso e che ha contribuito anche a risultati concreti, come lo stanziamento di due milioni di euro da parte di Roma Capitale nel 2024.
Parallelamente, Casa al Plurale ha investito nella formazione degli associati e nella costruzione di strumenti condivisi per migliorare la qualità dell’accoglienza.
Oggi Casa al Plurale guarda alle sfide dei prossimi anni: il tema degli adolescenti dall’affido alla semiautonomia, la “riforma della disabilità” e in particolare il nodo del “Dopo di Noi”, la necessità di rafforzare modelli di accoglienza che mettano al centro la qualità dell’abitare e la continuità delle relazioni. I vent’anni, per altro, non rappresentano un punto di arrivo, ma un’occasione per ribadire la visione che ha guidato l’Associazione fin dall’inizio: le persone vengono prima delle strutture, e la qualità dell’abitare è un diritto.
«La parola Plurale – commenta il presidente dell’Associazione Luigi Vittorio Berliri – rimanda, nel suo significato etimologico, alla pienezza e alla molteplicità che si tiene insieme. In questi vent’anni, Casa al Plurale ha dato forma concreta a questa parola, unendo persone, esperienze e bisogni diversi attorno a un progetto comune di accoglienza. Questa pluralità di idee, di storie, di case e soprattutto di persone è la nostra forza, è ciò che ci ha permesso di crescere come Associazione e di chiamare la comunità a condividere con noi la responsabilità delle istanze che rappresentiamo». (Carmela Cioffi)
Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Casa al Plurale (Carmela Cioffi), [email protected].
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