«Di fronte al dilagare delle guerre e all’attacco all’architettura multilaterale e alla legalità internazionale, il Servizio Civile rappresenta un’alternativa nonviolenta credibile il cui mandato è inscritto nella Costituzione repubblicana»: a dirlo è Marco Mascia, presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova, organismo che insieme alla CNESC ha organizzato per domani, 5 marzo, a Roma l’evento “Il valore della Scelta: 25 anni di Legge 64/2001. La pace si fa così”
A 25 anni dalla Legge 64/01 che lo istituì, il Servizio Civile si trova a un punto di svolta cruciale: per riflettere su questo passaggio e sulle sfide del presente, la CNESC (Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile) e il Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova hanno promosso l’evento nazionale denominato Il valore della Scelta: 25 anni di Legge 64/2001. La pace si fa così, in programma per la mattinata di domani, 5 marzo, a Roma (Auditorium ExtraLibera, Via Stamira, 5, ore 10-13).
«Questo incontro – spiegano i promotori nella presentazione – parte dall’eredità di una Legge che ha segnato il passaggio dall’obbligo alla scelta volontaria, l’apertura alle donne e la proiezione internazionale, trasformando il Servizio Civile in un pilastro di cittadinanza attiva. Ha, inoltre, l’obiettivo di rimettere al centro dell’istituto la costruzione della pace e la difesa dei diritti umani in tempo di guerra attraverso nuove progettualità e nuovi percorsi formativi».
«Fare memoria della Legge 64/01 – sottolinea Laura Milani, presidente della CNESC – non è un esercizio di retorica, ma un atto necessario per rilanciare oggi il ruolo fondamentale di enti, giovani e donne nella costruzione della pace. In un’epoca che tende a normalizzare i conflitti, il Servizio Civile si riafferma come lo strumento scelto dalla Repubblica per la difesa non armata e nonviolenta e rappresenta lo spazio in cui le nuove generazioni esercitano una cittadinanza consapevole, trasformando l’impegno quotidiano in una pratica di pace positiva e visibile».
«Di fronte al dilagare delle guerre e all’attacco all’architettura multilaterale e alla legalità internazionale – aggiunge Marco Mascia, presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova – il Servizio Civile rappresenta un’alternativa nonviolenta credibile il cui mandato è inscritto nella Costituzione repubblicana. Gli operatori e le operatrici volontarie non sono semplici esecutori di progetti, ma veri e propri difensori dei diritti umani e artigiani di pace sui territori, capaci di leggere il presente e agire concretamente per difendere la dignità della persona, i valori democratici e i principi dello stato di diritto a livello nazionale e internazionale».
Tra i vari interventi previsti durante l’incontro – moderato da Cecilia Rinaldini, inviata del Giornale Radio Rai, vi saranno quelli del presidente della Consulta Nazionale del Servizio Civile Enrico Maria Borrelli, della direttrice dell’ufficio Nazionale del Servizio Civile Universale Laura Massoli, della Rappresentanza Nazionale degli operatori volontari, oltre a testimonianze dirette di chi ha vissuto la “svolta” dei primi anni della Legge 64/01. (S.B.)
Il programma completo dell’evento (per il quale vi sarà anche la diretta in streaming nel canale YouTube della CNESC) è disponibile a questo link. Per motivi organizzativi è richiesta l’iscrizione (tramite questo link). Per ulteriori informazioni: [email protected].
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