Luoghi d’arte a Roma: le esperienze in chiaroscuro di uno scultore con disabilità visiva

di Andrea Bianco*
«Ho incontrato ottimi esempi di accessibilità, ma mi sono anche dovuto scontrare con barriere mentali ancora più difficili da abbattere rispetto alle stesse difficoltà burocratiche. Spero dunque che questo mio scritto faccia riflettere, spronando chi di dovere ad impegnarsi maggiormente»: lo scrive Andrea Bianco, scultore non vedente, raccontando le sue esperienze di visita a una serie di luoghi d’arte di Roma, ove evidenzia sia gli esempi virtuosi che le criticità riguardanti l’accessibilità
Galleria dell’Accademia di San Luca a Roma
Una sala della Galleria dell’Accademia di San Luca a Roma, dove Andrea Bianco parla di «un’esperienza validissima dal punto di vista dell’accessibilità, ma anche sul piano artistico e umano»

Sono uno scultore non vedente e recentemente sono stato a Roma. Come mio solito, desidero visitare, assieme a mia moglie, luoghi d’arte per fare esperienze tattili e apprendere idee, tecniche, conoscere forme e materiali nuovi. Prima della partenza mi ero già preparato una lista di luoghi dove recarmi, rimanendo tuttavia aperto a sorprese lungo il tragitto.
Vorrei quindi raccontare le mie esperienze di visita, mettendo in risalto gli esempi virtuosi e le criticità riguardanti l’accessibilità. L’ordine dei luoghi qui proposto è puramente cronologico.

Galleria dell’Accademia di San Luca
Casualmente ci siamo imbattuti in questo luogo espositivo a due passi dalla Fontana di Trevi. Appena entrato, ho fatto presente che sono non vedente. La visita era gratis per tutti.
I volontari sono stati gentilissimi e mi hanno detto che potevo toccare ogni cosa presente sui tre piani. Ho potuto quindi toccare modelli in gesso, statue in terracotta e in bronzo.
Un’esperienza validissima sia da un punto di vista artistico che umano.

Palazzo Colonna
Avevo telefonato prima di partire, anticipando che ero non vedente e mi era stato risposto che il palazzo era aperto solamente il venerdì e il sabato e che nel mio caso un biglietto era gratis e il secondo costava la metà. Ho chiesto il motivo, dato che di solito sono gratuiti sia quello del non vedente che quello dell’accompagnatore. Mi è stato risposto che questo è un museo privato e che hanno deciso di attuare questa politica.
Arrivato dunque all’entrata, ho presentato la mia Disability Card e subito una ragazza mi ha detto: «Pagate solamente mezzo biglietto». Ci ha accompagnato alla biglietteria dove ho ripresentato il documento. Qui la bigliettaia ha detto: «Uno è gratis e l’altro paga 10 euro». Ho risposto: «Scusi. Ma se il biglietto intero è di 15 euro la metà è 7,50 e non 10 euro». «No. Non ha diritto a pagare metà, ma allo sconto di 5 euro». «Io però avevo telefonato e mi era stato detto che un biglietto pagava la metà e la ragazza all’entrata mi ha appena detto la stessa cosa». La bigliettaia non ne voleva sapere. Con mia moglie abbiamo allora chiamato la ragazza che mi aveva confermato il prezzo all’inizio e… sorpresa! Davanti alla collega si è rimangiata tutto! Abbiamo pagato 10 euro… Specifico ovviamente che 2 euro e mezzo non mi cambiano la vita, ma è una questione di correttezza e trasparenza.
Dopo questa triste premessa, siamo entrati con l’autorizzazione a toccare le sculture.
Palazzo stupendo da un punto di vista di ambienti, giardini e panorami e diverse sculture, soprattutto busti, da poter “vedere” con le mani.

Galleria Doria Pamphilj
Era da tempo che volevo visitare questa Galleria, perché tutti me ne avevo parlato con entusiasmo. Arrivati alla biglietteria, mi sono stati consegnati i due biglietti gratis. Ho chiesto allora: «Posso toccare le opere, visto che sono non vedente?». «No. Perché siamo un museo privato e perché si tratta di una pinacoteca». Sinceramente ho subito letto grande imbarazzo nella sua risposta, ma ho preso atto del contenuto e siamo entrati.
Dopo una sala ci troviamo davanti a numerose sculture. Dico a mia moglie: «Fotografane un po’ che dopo le mostriamo agli addetti».
Finito il giro abbiamo trovato all’uscita due collaboratori del museo. Con i “fumi della rabbia” per la mancanza di correttezza dimostrata, ho fatto le mie rimostranze. I due collaboratori mi hanno risposto che capiscono il mio disagio, ma la situazione è particolare. Mi hanno detto che diverse opere non sono catalogate (?) e che la Sopraintendenza non stanzia alcun fondo per le migliorie riguardanti la sicurezza e l’accessibilità. Mi hanno detto che si sono dovute infortunare due persone per poter procedere a mettere i corrimano e che allo stato attuale una persona in sedia a rotelle non può entrare nel museo…
Complimenti! Per prima cosa mi sono chiesto cosa volesse dire che alcune opere non sono catalogate e poi quanto difficile e costoso possa essere comperare alcuni guanti in lattice per permettere le visite tattili.

Palazzo Barberini – Mostra del Bernini
Ci siamo recati alla biglietteria e, per errore, siamo andati a quella per la visita del palazzo e non della mostra. Ci sono stati consegnati i due biglietti gratis dopo avere mostrato la Disability Card.
Quando ho chiesto se fosse possibile toccare le statue mi è stato risposto: «Non so dirle. Si dovrebbe avvisare prima oppure andare in direzione e parlare e vedere se la cosa è possibile». «Beh, allora andiamo in direzione». «No. Oggi è domenica è non c’è nessuno! In ogni caso dovrebbe portarsi i guanti lei». «Quindi mi vuol dire che se vengo durante la settimana potrebbe essere possibile, mentre se vengo la domenica non lo è?». E poi mi chiedo se la domenica il museo rimanga aperto senza qualcuno che faccia da supervisore…
In ogni caso ci siamo recati poi alla biglietteria corretta, quella della mostra e anche qui ci sono stati consegnati i biglietti gratis appena esibita la Disability Card.
Domanda rituale: «Visto che sono non vedente posso toccare le statue?». La risposta è stata spettacolare. Con un sorriso beffardo, infatti, l’impiegato mi ha detto: «Non saprei rispondere. Penso di no. Ma provi a chiederlo al signore fuori che le dirà la stessa cosa». «Per prima cosa non mi risponda ridendo, perché sto facendo una domanda seria e per seconda non le ho chiesto un’opinione. Devo sapere adesso se posso toccarle!».
Ci rechiamo quindi all’entrata della mostra e finalmente troviamo una persona ragionevole. Alla solita domanda, il collaboratore del museo dice: «Ci sono alcuni giorni in cui vengono organizzate visite appositamente per i non vedenti, ma non oggi. Potrei organizzarne una per lei prossimamente». «Ma noi partiamo martedì». «Purtroppo non facciamo in tempo». «Ma non ci dovrebbe essere sempre la possibilità per un non vedente di visitare la mostra? Anche perché una persona che viene non può sapere quando è organizzata la visita per i non vedenti». «Lei ha pienamente ragione. Farebbe bene a segnalarlo al museo». «La ringrazio. Lo farò certamente».
La mia visita, quindi, è stata guidata solamente dalle descrizioni di mia moglie con le statue belle, belle che stavano davanti a me e con un responsabile di guardia ad ogni sala.

Casina delle Civette e Casino Nobile a Villa Torlonia
Non ho avuto alcun problema nel visitare queste due strutture a Villa Torlonia. Ho toccato vetrate artisticamente lavorate e sculture senza difficoltà alcuna.

Laboratorio dello scultore Otello Scatolini a San Lorenzo
Sono andato a visitare lo scultore Otello Scatolini che conoscevo via Whatsapp da anni, ma che non avevo mai incontrato di persona.
Ci ha accolti nel suo laboratorio e ci ha dedicato oltre un’ora spiegandoci i suoi lavori in marmo e dandomi la possibilità di toccarli nei minimi particolari. Una disponibilità rara.

Museo Pietro Canonica
Questo museo a Villa Borghese è stato una bellissima scoperta. Ci siamo andati in extremis l’ultimo giorno di permanenza a Roma, ma ne valeva proprio la pena. Il personale si è messo subito a disposizione quando ha visto che ero non vedente. Mi sono stati offerti dei guanti su misura e ho potuto così toccare sculture, busti, lavori in gesso, bronzo, marmo, strumenti di lavoro.
Veramente un museo da raccomandare sia per le opere che per la cortesia.
Aggiungo infine che ho visitato, guidato dalle descrizioni di mia moglie, anche la mostra Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione a Palazzo Bonaparte, la mostra Impressionismo e oltre al Museo dell’Ara Pacis, la Cripta dei Cappuccini in Via Veneto, Villa Medici a Villa Borghese, il Museo della Collezione Fondazione Valentino e il Museo Carlo Bilotti a Villa Borghese. Per ovvie ragioni in queste strutture non potevo chiedere di toccare nulla.

Come si evince da questo racconto, ci sono esempi di accessibilità veramente validi, ma mi sono dovuto scontrare anche con barriere mentali che sono ancora più difficili da abbattere rispetto alle stesse difficoltà burocratiche. C’è ancora tanta strada da fare! Non ci si può limitare infatti agli slogan della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, ma bisogna concretamente far comprendere che anche le persone con difficoltà fisiche possono avere un forte interesse per l’arte e che, messe nelle giuste condizioni, possono visitare mostre e gallerie senza paura di danneggiare nulla.
Spero dunque che questo mio scritto possa essere materiale di riflessione per tutti, spronando chi di dovere ad impegnarsi maggiormente.

*Scultore non vedente.

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