“SPORT SI PUÒ”: un investimento sull’inclusione, l’autonomia e la crescita dei giovani con disabilità

Oltre 5.000 alunni con disabilità coinvolti dal 1997 a oggi, centinaia di scuole partecipanti e una rete sempre più solida tra enti pubblici, associazioni e sponsor privati: sono i numeri di “SPORT SI PUÒ”, progetto dell’Associazione POLHA-VARESE, che anche in questo 2026 continua ad offrire in orario scolastico corsi gratuiti di nuoto a bambini e ragazzi con disabilità tra i 6 e i 14 anni. Non solo un progetto sportivo, ma un investimento continuativo sull’inclusione, l’autonomia e la crescita dei giovani con disabilità
Il logo di "SPORT SI PUÒ", realizzato da Simone Barlaam
Il logo di “SPORT SI PUÒ”, realizzato da Simone Barlaam

Oltre 5.000 alunni e alunne con disabilità coinvolti dal 1997 a oggi, centinaia di scuole partecipanti e una rete sempre più solida tra enti pubblici, associazioni e sponsor privati: sono numeri assai significativi quelli che contraddistinguono la storia di SPORT SI PUÒ, progetto promosso dall’Associazione POLHA-VARESE, che anche in questo 2026 continua ad offrire in orario scolastico corsi gratuiti di nuoto a bambini/bambine e ragazzi/ragazze con disabilità tra i 6 e i 14 anni.
«Nato ormai ventinove anni fa da un’idea del Tavolo Provinciale Sport Disabili – spiega Daniela Colonna-Preti, presidente di POLHA-VARESE – e sostenuto interamente dalla Provincia di Varese fino al 2014, questo nostro ha saputo trasformarsi nel tempo senza mai interrompersi. Dal 2015, infatti, la continuità è stata garantita dal nostro impegno organizzativo ed economico e dalla collaborazione con Comuni, gestori degli impianti sportivi e sponsor del territorio. Preme ricordare che nei suoi anni di massima espansione, SPORT SI PUÒ ha raggiunto risultati impensabili: fino a 320 alunni/alunne coinvolti in un solo anno, 8 piscine attive, 60 scuole partecipanti, 35 istruttori specializzati e oltre 200 tra insegnanti ed educatori coinvolti. Numeri che testimoniano non solo la portata dell’iniziativa, ma anche l’impatto concreto di essa sul territorio».

In questo 2026, dunque, il progetto è attivo nelle piscine di Caronno Pertusella, Castiglione Olona, Tradate e Varese, grazie al sostegno dei rispettivi Comuni, insieme a quelli di Casciago, Venegono Inferiore e Superiore.
I gestori degli impianti (Omnia Sport, New Swim, Mio Club e Palaghiaccio Varese) mettono a disposizione gli spazi acqua a condizioni agevolate, mentre POLHA e altre Associazioni di volontariato garantiscono il servizio di trasporto.
Fondamentale quest’anno, inoltre, assieme al contributo “storico” della Famiglia Orrigoni con Tigros e del Rotary Club Varese che da anni affiancano il progetto coprendo i costi eccedenti i contributi pubblici, è il supporto del Gruppo Alpini di Vergiate che permetterà di sostenere alcuni costi imprevisti.
A completare infine la rete territoriale, sono le piscine di Luino, Jerago con Orago e Saronno – insieme ai rispettivi Comuni e ai gestori Forus Italia, Aquamore e Saronno Servizi – che dal 2024 portano avanti l’iniziativa in autonomia, mantenendo la formula organizzativa originaria trasmessa da alla POLHA.

«Gli alunni e le alunne – ricorda ancora Colonna-Preti – partecipano ai corsi durante l’orario scolastico: accompagnati dai loro insegnanti, raggiungono le piscine dove vengono seguiti da istruttori specializzati nella didattica del nuoto per persone con disabilità e dai volontari della POLHA. Grazie a questa sinergia tra pubblico e privato, anche quest’anno oltre 300 bambini/bambine e ragazzi/ragazze vivranno gratuitamente un’esperienza sportiva, educativa e sociale di grande valore, senza alcun costo per le famiglie o per le scuole».
«SPORT SI PUÒ – conclude – non è solo un progetto sportivo: è un investimento continuativo sull’inclusione, l’autonomia e la crescita dei giovani con disabilità del nostro territorio, un’esperienza che dopo oltre un quarto di secolo, continua a dimostrare che lo sport può davvero essere uno strumento concreto di integrazione». (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: [email protected].
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