«Il teatro come linguaggio accessibile e strumento di dialogo, capace di favorire comprensione, rispetto e partecipazione, con uno sguardo attento alle esperienze delle persone nello spettro autistico»: così, dal Teatro La Ribalta/Kunst der Vielfalt di Bolzano viene presentata la serata del 2 aprile, centrata sullo spettacolo “Fratelli” e promossa in collaborazione con il Centro Specialistico Il Cerchio–Der Kreis, in corrispondenza con la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo

«Un evento che si propone come uno spazio di incontro e condivisione, in cui il teatro viene valorizzato come linguaggio accessibile e strumento di dialogo, capace di favorire comprensione, rispetto e partecipazione. Al centro della proposta, infatti, vi è l’attenzione alle relazioni umane e alla pluralità dei modi di comunicare, con uno sguardo attento alle esperienze delle persone nello spettro autistico. In questa prospettiva, la diversità viene riconosciuta come parte integrante della comunità e come elemento di arricchimento reciproco»: così, dal Teatro La Ribalta/Kunst der Vielfalt di Bolzano viene presentata la serata a partecipazione gratuita e aperta a tutta la cittadinanza promossa per il 2 aprile (Teatro Comunale Gries di Bolzano, ore 19), in collaborazione con il Centro Specialistico Il Cerchio–Der Kreis (Un abbraccio solidale all’autismo) e in corrispondenza con la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo.
Al centro dell’iniziativa vi sarà la rappresentazione di Fratelli, rappresentazione liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Carmelo Samonà, che così La Ribalta aveva presentato a suo tempo sulle nostre pagine: «Due fratelli vivono soli in un appartamento e, per comunicare, sono costretti ad inventare una serie di giochi, storie, gesti. Perché non si parlano? Si parlano, eccome. Ma la lingua di uno dei due sembra ingarbugliata ed, essendo autistico, ha un modo di fare e di comportarsi del tutto suo. Lui ha bisogno del fratello e a sua volta il fratello ha bisogno di lui. Infatti, da tempo, registra i suoi gesti e i suoi movimenti, perché non può sopportare l’idea che il fratello autistico possa nascondere linguaggi che egli non riesce a comprendere. Per aiutarlo non ha altra strada che tentare di scoprire la logica di ciò che fa e di ciò che dice. Ha scoperto, per esempio, che quando questi entra in una storia, sembra felice. E allora, via, a raccontare storie. Ma le storie, purtroppo, si interrompono, si spezzano, perdono il capo e la coda ed allora si entra nel mondo delle piccole cose quotidiane, nelle certezze degli oggetti presenti. Il linguaggio è semplice, poetico, intensamente emotivo: movimenti danzati, brani di storie conosciute, gesti come espressione di desideri e scambi di intenzioni».
La serata, segnaliamo in conclusione, sarà introdotta da un dialogo tra Antonio Viganò, regista di Teatro la Ribalta, e Anna Mulè, psicologa e psicoterapeuta del Centro Specialistico Il Cerchio–Der Kreis, che offriranno spunti di approfondimento sui temi della comunicazione, dell’inclusione e delle relazioni. (S.B.)
A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. È consigliata la prenotazione. Per ogni altra informazione: [email protected] (Jessica Rizzoli).
Articoli Correlati
- La bellezza che spiazza del Teatro la Ribalta È stata recentemente raccontata anche in un libro la storia intensa e coraggiosa del Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt (Accademia Arte della Diversità), che ha trasformato Bolzano in un centro…
- "Dieci anni straordinariamente normali" per il Teatro la Ribalta "Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt 2013-2023. Dieci anni straordinariamente normali" è un libro presentato a Bolzano che racconta l’attività, sin dal debutto, del Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt (Accademia Arte…
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…