C’è una barriera che è fatta di rumore, luce, affollamento, imprevedibilità. È quella che ogni giorno rende complesso, se non impossibile, l’uso del trasporto pubblico per molte persone nello spettro autistico. È da qui che è nata a Firenze “Via Blu”, applicazione digitale progettata appunto per accompagnare le persone autistiche negli spostamenti in tram, modello replicabile su qualsiasi rete di trasporto pubblico

C’è una barriera che non si vede. Non ha gradini, non ha tornelli, non si misura in centimetri. È fatta di rumore, luce, affollamento, imprevedibilità. È quella che ogni giorno rende complesso, se non impossibile, l’uso del trasporto pubblico per molte persone nello spettro autistico.
È da qui che è nata Via Blu, applicazione digitale progettata appunto per accompagnare le persone autistiche negli spostamenti in tram, presentata a Firenze in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo di oggi, 2 Aprile.
Si tratta quindi di un progetto che non interviene sulle infrastrutture fisiche, ma su quelle cognitive e sensoriali, ancora troppo spesso ignorate. Sviluppata da Gest SpA, Società del gruppo RATP Dev Italia che gestisce la tramvia fiorentina, in collaborazione con l’Associazione Autismo Firenze e con il patrocinio dei Comuni di Firenze e Scandicci, l’app è gratuita e disponibile su iOS e Android. La realizzazione tecnica è firmata da Kayros Lab, con il contributo metodologico di professionisti della neurodiversità.
Secondo i dati del Ministero della Salute, in Italia circa 500.000 famiglie convivono con l’autismo. Per molte di esse, affrontare un viaggio in tram significa esporsi a un ambiente ad alta intensità sensoriale: suoni improvvisi, luci forti, spazi affollati, informazioni simultanee difficili da elaborare. Il problema, quindi, non è il mezzo in sé, ma l’impossibilità di anticipare ciò che accadrà.
Via Blu interviene proprio su questo punto: scompone il viaggio in sequenze chiare e prevedibili, utilizzando il modello delle storie sociali, uno strumento consolidato nella pratica psicoeducativa. L’utente può cioè visualizzare in anticipo ogni fase del percorso: dalla salita sul tram al riconoscimento delle fermate, fino al momento della discesa. Mappe essenziali, icone lineari, testi brevi, tutto progettato per ridurre il carico cognitivo ed è presente anche una sezione dedicata alla gestione degli imprevisti e la possibilità di salvare contatti di emergenza.
Un sistema, quindi, che trasforma l’esperienza di viaggio in qualcosa di preparabile, e quindi di affrontabile.
Il progetto si inserisce all’interno di Binari Blu, iniziativa più ampia che affianca all’app anche strumenti fisici pensati per supportare bambini e famiglie. Tra questi, un kit dedicato che include cuffie antirumore, un libro illustrato in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa). oggetti antistress e materiali informativi semplificati.
A questi si aggiungono adesivi pittografici nelle biglietterie, progettati per facilitare l’orientamento e il riconoscimento delle funzioni.
I materiali vengono distribuiti ogni secondo martedì del mese presso il deposito Gest, in un’ottica di accompagnamento progressivo all’autonomia. Dietro ogni persona che riesce a spostarsi in autonomia, infatti, c’è spesso un lavoro lungo e invisibile costruito insieme alle famiglie. Via Blu riconosce questo processo e lo supporta, offrendo strumenti concreti e replicabili.
«Le barriere che rendono difficile spostarsi per una persona nello spettro autistico non si misurano in gradini, ma in incertezza», dichiara Federico Tonetti, presidente di RATP Dev Italia. aggiungendo che «il trasporto pubblico locale, se ben gestito, diventa welfare urbano». Una visione, questa, che sposta il concetto di accessibilità oltre la dimensione architettonica, includendo quella cognitiva e sensoriale. In questo senso, Via Blu rappresenta un cambio di paradigma: non è la persona a doversi adattare al servizio, ma il servizio ad essere progettato sulle esigenze della persona.
Anche Mara De Iulio dell’Associazione Autismo Firenze, sottolinea come l’iniziativa si basi su un approccio psicoeducativo strutturato, orientato alla riduzione delle cosiddette “barriere invisibili” e alla promozione dell’autonomia e della partecipazione alla vita urbana.
Attiva per ora sulla tramvia fiorentina, Via Blu nasce con una vocazione più ampia. L’impianto di essa, infatti – basato su anticipazione, semplificazione e accessibilità cognitiva -, è replicabile su qualsiasi rete di trasporto pubblico. Un aspetto strategico, questo, anche alla luce della crescita globale degli investimenti nella mobilità inclusiva, che secondo The Business Research Company registra tassi superiori al 14% annuo.
Gest, parte del gruppo RATP Dev Italia, gestisce il servizio tramviario fiorentino dal 2010 e nel 2025 ha trasportato 45 milioni di passeggeri. Il gruppo RATP, di cui è parte, opera in 16 Paesi ed è il terzo operatore di trasporto pubblico al mondo, con oltre un miliardo e mezzo di spostamenti ogni anno. Numeri che acquistano un significato diverso se letti alla luce di progetti come Via Blu: non solo efficienza, ma capacità di includere, perché l’accessibilità, quando è reale, non è un adattamento, ma è una progettazione.
*Il presente contributo è già apparso nel magazine di Mirella Madeo «AboutPeople» e viene qui ripreso con diverso titolo e minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.
Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: Mara Linda Degiovanni ([email protected]).
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