Una petizione per garantire esami equi agli studenti con Bisogni Educativi Speciali

Il Gruppo Normativa Inclusione, nato per rispondere ai quesiti, posti in particolare da genitori e insegnanti, sulle norme che regolano l’inclusione scolastica in Italia, ha lanciato una petizione nel web per chiedere la modifica di una Nota Ministeriale del 2019 che penalizza gli studenti con BES (Bisogni Educativi Speciali) all’Esame di Stato del primo ciclo, consentendo l’uso di strumenti compensativi solo in presenza di certificazione clinica, e non per motivi sociali, economici o linguistici

Grafica su Bisogni Educativi Speciali (BES)«La Nota Ministeriale n. 5772 del 2019 penalizza gli studenti con BES (Bisogni Educativi Speciali) all’Esame di Stato del primo ciclo. Essa consente infatti l’uso degli strumenti compensativi solo in presenza di certificazione clinica, escludendo così gli alunni riconosciuti come BES per motivi sociali, economici o linguistici, nonostante abbiano utilizzato tali strumenti durante l’anno scolastico. Si tratta di una limitazione in evidente contrasto con quanto avviene nel secondo ciclo, dove è invece garantito l’utilizzo degli strumenti già adottati nel percorso didattico»: è con tale motivazione che il Gruppo Normativa Inclusione (Flavio Fogarolo, Anna Maria Giarolo e Stefania Vannucchi), nato per rispondere ai quesiti, posti in particolare da genitori e insegnanti, sulle norme che regolano l’inclusione scolastica in Italia, ha lanciato una petizione nel web (raggiungibile a questo link), che il MUISS (Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale), rivolgendosi a docenti, dirigenti scolastici, educatori, studenti, genitori e cittadini, invita a firmare e a diffondere, «con l’auspicio che già dall’esame del primo ciclo del 2026 si possa arrivare a un cambiamento concreto». (S.B.)

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile la petizione di cui si parla nella presente nota. Per ulteriori informazioni: [email protected].
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