Fare in modo che i diritti diventino esperienza quotidiana, concreta ed esigibile per ogni persona, in ogni territorio

Oltre 1.300 segnalazioni, riguardanti soprattutto l’àmbito scolastico: è il dato numerico riguardante il 2025 dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, che ha presentato alla Camera dei Deputati la sua prima Relazione annuale, intitolata “Dalla garanzia formale alla tutela effettiva dei diritti delle persone con disabilità”
Garante Maurizio Borgo, aprile 2026 (foto di Riccardo Pravettoni)
Il presidente dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, Maurizio Borgo, durante la presentazione alla Camera della Relazione riguardante il 2025 (foto di Riccardo Pravettoni)

Come avevamo segnalato nei giorni scorsi, l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ha presentato alla Camera dei Deputati la sua prima Relazione annuale, relativa all’attività svolta nel 2025 (disponibile integralmente a questo link).
Autorità amministrativa indipendente, istituita con il Decreto Legislativo 20/24, il Garante ha il compito di assicurare la piena attuazione e la tutela dei diritti e degli interessi delle persone con disabilità. Organo collegiale composto dal presidente Maurizio Borgo e da altri due componenti, Francesco Vaia e Antonio Pelagatti, esso costituisce un’articolazione del sistema nazionale per la promozione, la protezione e il monitoraggio dei diritti delle persone con disabilità, in attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

L’evento alla Camera ha posto al centro il tema della transizione Dalla garanzia formale alla tutela effettiva dei diritti delle persone con disabilità, in linea con il titolo stesso scelto per la Relazione. Dal canto suo, il presidente del Collegio, Maurizio Borgo, ne ha illustrato i principali contenuti, ricordando che nel 2025 l’Autorità ha preso in carico oltre 1.300 segnalazioni, riguardanti soprattutto l’àmbito scolastico, con particolare riferimento a situazioni di mancata inclusione o di interruzione dei percorsi educativi e terapeutici. Da tali segnalazioni sono emerse le prime raccomandazioni, finalizzate a garantire il diritto allo studio e la continuità dei percorsi per gli studenti con disabilità.
«Il Garante – ha dichiarato Borgo – rappresenta una figura ponte tra i cittadini e le Istituzioni, tra il livello normativo e quello concreto della vita quotidiana. Non si limita cioè a evidenziare il mancato rispetto della norma, ma ha il compito di favorire l’emersione delle disuguaglianze, di prevenire la discriminazione strutturale e sistemica, nonché attivare processi trasformativi della società nel senso della piena partecipazione di tutti. La sua è una funzione di “avanguardia costituzionale” che consente di colmare una lacuna dell’ordinamento nell’apprestare quelle misure a cui la Costituzione richiama la Repubblica per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini».

Un ruolo centrale nell’azione dell’Autorità è stato rappresentato, per altro, dall’utilizzo degli accomodamenti ragionevoli, strumenti giuridici previsti, come noto, dalla citata Convenzione ONU, che hanno consentito interventi concreti in diversi settori.
Tra i casi più significativi, il riconoscimento del diritto agli stalli di sosta personalizzati, una maggiore flessibilità nei percorsi universitari e la promozione del lavoro agile come leva di inclusione.
«Oggi intendiamo ribadire – ha affermato Francesco Vaia – che i diritti non sono concessioni, ma impegni costituzionali e internazionali da attuare con continuità. Parole come inclusione e progetto di vita devono essere incarnate nella realtà e per far questo c’è bisogno di una “visione” strategica del Paese. Dobbiamo quindi chiederci che tipo di società stiamo costruendo e che società, invece, dovremmo costruire, cioè una società che metta al centro per davvero la persona. Ed è fondamentale anche intervenire per eliminare le disabilità prevenibili e quindi investire maggiormente in ricerca, nell’invecchiamento attivo e nelle politiche antinfortunistiche, a partire dalla domotica. Infine, un invito rivolto alle forze politiche a sostenere il lavoro dell’Autorità».

L’attività dell’Autorità nel 2025 si è sviluppata anche attraverso la partecipazione a numerosi tavoli istituzionali e tecnico-operativi, contribuendo a interventi in àmbiti strategici: dalla riforma degli istituti di interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno, all’assistenza sanitaria ospedaliera, fino al miglioramento dell’accessibilità nei trasporti e alla promozione di nuovi modelli abitativi inclusivi.
Da segnalare anche il monitoraggio sul territorio, attraverso visite presso strutture che ospitano persone con disabilità realizzate in collaborazione con i NAS dei Carabinieri, con l’obiettivo di verificare le condizioni di assistenza e il rispetto dei diritti fondamentali.
«Il Garante – ha sottolineato Antonio Pelagatti – è, prima di tutto, dalla parte delle persone con disabilità e delle loro famiglie: ne ascolta le difficoltà, ne riconosce i diritti e si impegna a trasformarli in risposte concrete. Questa posizione non è solo un principio, ma una responsabilità istituzionale che guida ogni azione, con l’obiettivo di superare modelli frammentati e ancora troppo distanti dalla vita reale. In questa direzione, il percorso che introduce la riforma con l’introduzione del progetto di vita rappresenta un passaggio fondamentale, che il Garante è chiamato a rendere effettivo. Il nostro impegno è chiaro: fare in modo che i diritti non restino sulla carta, ma diventino esperienza quotidiana, concreta ed esigibile per ogni persona, in ogni territorio».

L’incontro si è concluso con l’intervento della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, che ha sottolineato come, oltre alle norme e alle risorse, «sia importante la spinta della società civile per arrivare a una cultura della piena partecipazione delle persone con disabilità». (S.B.)

Tramite questo link si può accedere a un video che documenta la presentazione della Relazione alla Camera dei Deputati. Ricordiamo ancora, inoltre, il link al quale è disponibile il testo integrale della Relazione.
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