«Thomas Michael Menino – scrive Salvatore Cimmino – è stato il sindaco più longevo nella storia della città statunitense di Boston e ha lasciato un’eredità che trascende i confini della sua città, diventando un faro globale per le politiche di inclusione e accessibilità. L’auspicio è che il modello da lui creato possa presto diventare lo standard globale, perché il vero progresso non si misura dalla velocità dei nostri mezzi, ma dalla capacità di non lasciare indietro nessuno»

Thomas Michael Menino è stato il sindaco più longevo nella storia della città di Boston (dal 1993 al 2014) e ha lasciato un’eredità che trascende i confini della sua città, diventando un faro globale per le politiche di inclusione e accessibilità.
Durante i suoi ventuno anni di mandato, infatti, Menino non si è limitato ad applicare le leggi esistenti, come lo “storico” ADA (The Americans with Disabilities Act, “Legge sulle persone americane con disabilità”), ma ha abbracciato una visione in cui l’architettura urbana doveva adattarsi all’essere umano, e non viceversa. Sotto la sua guida, Boston ha visto la nascita di infrastrutture pioniere, dai marciapiedi livellati ai trasporti pubblici potenziati, fino alla creazione del Thomas M. Menino Park capolavoro di progettazione universale dove ogni bambino e bambina, indipendentemente dalle proprie abilità fisiche, può giocare senza barriere.
L’impegno costante di Menino gli ha valso numerosi riconoscimenti dalle più prestigiose organizzazioni per i diritti civili, consolidando la sua reputazione di “Sindaco del popolo”. Oggi, il Thomas M. Menino Public Service Award rappresenta uno dei massimi riconoscimenti per chi lavora al servizio delle comunità urbane negli Stati Uniti, continuando a onorare questa dedizione con un premio a quei leader che vedono nell’accessibilità non un obbligo burocratico, ma un diritto umano fondamentale.
Menino ha dimostrato in sostanza che una città liberale e inclusiva è una città più ricca per tutti, dove la diversità non è un ostacolo ma un valore aggiunto alla vita democratica.
L’auspicio è quindi che il modello di Boston possa presto diventare lo standard globale. È necessario infatti che ogni città del mondo, insieme ai sistemi di trasporto locali e internazionali, abbatta definitivamente i confini fisici che ancora oggi limitano milioni di persone. Il sogno è un pianeta in cui una carrozzina o una protesi o una disabilità sensoriale non siano più un limite al desiderio di scoperta. Dobbiamo lavorare affinché il viaggio per le persone con disabilità passi dall’essere un esercizio di fantasia a una realtà quotidiana fatta di libertà di movimento, permettendo a chiunque di accedere alla riabilitazione congeniale alle proprie esigenze e di esplorare il mondo fisicamente e con dignità, proprio come avrebbe voluto Thomas Michael Menino.
Il vero progresso non si misura dalla velocità dei nostri mezzi, ma dalla capacità di non lasciare indietro nessuno. Facciamo in modo che viaggiare non sia più un sogno proibito per molti, ma il diritto al volo di ogni anima che desideri scoprire l’orizzonte.
*https://www.salvatorecimmino.it.
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