Sempre più stretto il rapporto con la natura a CasaOz di Torino

A CasaOz – struttura di Torino per bambini e giovani in condizione di malattia, disabilità e fragilità, oltreché per le loro famiglie – il rapporto con la natura guida ogni giorno le attività volte a percorsi di recupero dell’autonomia e della socialità. Tale approccio troverà ora un’espressione più forte, attraverso il rinnovato e ampliato orto terapeutico e didattico che verrà inaugurato domani, 12 maggio, con una presentazione riservata ai media, seguita il giorno dopo da un pomeriggio di attività aperto alla cittadinanza
Raccolta di pomodori al "Campo Base Oz" (foto di Rossella Donderi)
Raccolta di pomodori al “Campo Base Oz” (foto di Rossella Donderi)

A CasaOz – struttura di Torino per bambini e giovani in condizione di malattia, disabilità e fragilità, oltreché per le loro famiglie – il rapporto con la natura è il principio che guida ogni giorno le attività volte a percorsi di recupero dell’autonomia e della socialità. Tale approccio troverà ora un’espressione più forte, attraverso il rinnovato e ampliato orto terapeutico e didattico che CasaOz inaugurerà domani, 12 maggio, presso la propria sede di Corso Moncalieri, 262 a Torino, con una presentazione riservata ai media, cui seguirà, il 13 maggio, un pomeriggio di attività aperto alla cittadinanza.

«In questi anni – sottolinea Enrica Baricco, presidente e fondatrice della FondazioneOz – abbiamo visto quanto il verde e l’orto possano diventare parte della vita dei giovani e delle famiglie che frequentano CasaOz. Prendersi cura di una pianta, seguirne i tempi, osservare i cambiamenti, sono gesti semplici ma profondi, che aiutano bambini e ragazzi a ritrovare fiducia, continuità e senso. Con questo nuovo spazio abbiamo voluto dare più forza a tutto questo, rendendolo ancora più centrale nelle nostre giornate».
Il nuovo orto, va ricordato in conclusione, è stato realizzato grazie al sostegno di Enel Cuore, l’Ente Filantropico del Gruppo Enel. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di approfondimento. Per altre informazioni: Jacopo Bergeretti ([email protected]).
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