«Vorrei rivolgere una proposta concreta alla Federazione Italiana Giuoco Calcio e a tutte le Società calcistiche di Serie A – scrive Marco Macrì -: creare un fondo nazionale dal nome “Dai un Calcio alla Malattia”, attraverso una donazione simbolica di un euro per ogni biglietto venduto durante il Campionato. Sarebbe un gesto collettivo di solidarietà capace di trasformarsi, a fine stagione, in milioni di euro destinati alla ricerca, agli ospedali pediatrici e alle famiglie che affrontano malattie oncologiche e rare»
Mi rivolgo alla FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), alla Lega di Serie A e alle Società del calcio italiano. Quest’ultimo sta attraversando un momento in cui servono cambiamenti profondi, non soltanto nella governance e nella credibilità del sistema, ma anche nella capacità di ritrovare quei valori umani e sociali che hanno sempre reso questo sport qualcosa di più di un semplice spettacolo. Per questo vorrei rivolgere una proposta concreta alla Federazione e a tutte le Società calcistiche di Serie A: creare un fondo nazionale dal nome Dai un Calcio alla Malattia, attraverso una donazione simbolica di un euro per ogni biglietto venduto durante il Campionato.
Non sarebbe un peso per i tifosi. Non una tassa, in quanto sarebbe incluso nel biglietto o nell’abbonamento. Sarebbe invece un gesto collettivo di solidarietà capace di trasformarsi, a fine stagione, in milioni di euro destinati alla ricerca, agli ospedali pediatrici e alle famiglie che affrontano malattie oncologiche e rare.
I tifosi italiani hanno già dimostrato negli anni di avere un cuore enorme in tante occasioni, se è vero che le curve degli stadi, i gruppi ultras, le Associazioni di tifosi o semplici sostenitori hanno raccolto fondi per aiutare bambini e bambine malati, famiglie in difficoltà, ospedali e reparti pediatrici. E lo hanno fatto spesso lontano dalle telecamere e senza alcun ritorno mediatico.
Questo dimostra una cosa molto semplice: la solidarietà nel calcio esiste già. Serve soltanto da re ad essa una struttura nazionale forte, trasparente e organizzata.
Con oltre 11 milioni di spettatori stagionali nel calcio italiano, anche una donazione di appena un euro per ogni biglietto permetterebbe di accumulare ogni anno cifre enormi:
° milioni di euro per la ricerca,
° sostegno ai reparti oncologici pediatrici,
° acquisto di farmaci e macchinari,
° aiuti concreti alle famiglie, costrette spesso a curarsi lontano da casa o addirittura all’estero.
In un periodo storico in cui molte famiglie affrontano difficoltà sanitarie enormi e in cui la carenza di cure e farmaci colpisce soprattutto i più fragili, il calcio potrebbe diventare parte della soluzione. Coinvolgere infatti realtà come la FondazioneTelethon, la Croce Rossa Italiana, la Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro e costruire progetti mirati, verificabili e trasparenti sarebbe un segnale straordinario per tutto il Paese.
Il calcio italiano muove economia, passione e milioni di persone ogni settimana. Proprio per questo oggi ha anche l’opportunità di lasciare un segno concreto nella vita di chi combatte ogni giorno la partita più difficile. Perché a volte basta davvero un euro per fare la differenza.
*Portavoce di Genova Inclusiva e referente nazionale della Rete Caregiver e Disabilità Italia ([email protected]).
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Se la disperazione diventa un mercato: terapie ingannevoli e autismo Continuano ad emergere casi di genitori che, sopraffatti dalla disperazione, cadono vittime di percorsi alternativi e truffe in cerca di cure e soluzioni per l’autismo. Ringraziamo dunque con particolare calore…
- I referendum sul lavoro e le persone con disabilità: un approfondimento Presentiamo oggi un ampio approfondimento di informazione, dedicato alle consultazioni referendarie del prossimo mese di giugno, riguardanti il mondo del lavoro, e segnatamente le possibili conseguenze per i lavoratori e…