«Chiediamo di riportare al centro del dibattito le migliaia di famiglie italiane che vivono quotidianamente la disabilità, perché se la famiglia è il “nucleo fondamentale della società”, per le persone con disabilità essa rappresenta spesso l’unico e insostituibile pilastro del welfare. Tuttavia, questo ruolo viene troppo frequentemente svolto in solitudine, senza supporti adeguati»: così la Federazione FISH, in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia del 15 maggio scorso

Istituita nel 1993 dalle Nazioni Unite, per promuovere la consapevolezza sui temi sociali, economici e demografici che colpiscono le famiglie in tutto il mondo, la Giornata Internazionale della Famiglia (International Day of Families) del 15 maggio, ha visto la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) esprimere l’intenzione di riportare al centro del dibattito le migliaia di famiglie italiane che vivono quotidianamente la disabilità.
«Se la famiglia è il “nucleo fondamentale della società” – si legge infatti in una nota diffusa dalla Federazione -, per le persone con disabilità essa rappresenta spesso l’unico e insostituibile pilastro del welfare. Tuttavia, questo ruolo viene troppo frequentemente svolto in solitudine, senza supporti adeguati. Un’attenzione particolare deve essere rivolta in tal senso ai caregiver familiari, figure quasi sempre invisibili, ma essenziali per la tenuta del sistema sociale. Da parte nostra continueremo quindi a seguire con estrema attenzione l’iter del Disegno di Legge sui caregiver, soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento giuridico, l’accesso a tutele previdenziali e il diritto al riposo».
«Celebrare la famiglia – afferma Vincenzo Falabella, presidente della FISH – significa guardare in faccia la realtà di chi assiste un figlio, un coniuge o un genitore con disabilità. Queste famiglie chiedono che lo Stato non le lasci sole a gestire sfide economiche, psicologiche e sociali che dovrebbero essere collettive. La Giornata Internazionale della Famiglia deve essere quindi un memento dell’importanza di passare dalle celebrazioni a impegni normativi concreti».
«Ribadiamo dunque – concludono dalla FISH – che non può esserci vera inclusione senza politiche che sostengano l’intero sistema familiare». (S.B.)
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