Il Progetto di Vita come infrastruttura dei diritti in Campania

di Maria Rosaria Ricci
Un momento di confronto istituzionale e sociale di particolare rilievo, rivolto a persone con disabilità, famiglie, rappresentanti delle Istituzioni e del Terzo Settore, chiamati a concorrere alla costruzione di un sistema realmente inclusivo e fondato sull’effettività dei diritti: sarà questo, il 27 maggio a Napoli, l’assemblea pubblica della Federazione FISH Campania, sul tema “Il Progetto di Vita come infrastruttura dei diritti in Campania”

FISH Campania, Napoli, 27 maggioÈ in programma per il pomeriggio del 27 maggio a Napoli (Centro Congressi Tiempo – Centro Direzionale Isola E5, ore 15.30), un’assemblea pubblica della FISH Campania (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Faniglie) sul tema Il Progetto di Vita come infrastruttura dei diritti in Campania.
L’iniziativa rappresenterà un momento di confronto istituzionale e sociale di particolare rilievo, rivolgendosi a persone con disabilità, famiglie, rappresentanti delle Istituzioni e del Terzo Settore, chiamati a concorrere alla costruzione di un sistema realmente inclusivo e fondato sull’effettività dei diritti.

Il Progetto di Vita non costituisce un mero adempimento amministrativo né una misura concessa discrezionalmente, ma si configura come l’infrastruttura fondamentale su cui si fondano dignità, autonomia e piena cittadinanza delle persone con disabilità. Il tema si inserisce segnatamente nel quadro normativo nazionale che comprende le Leggi 104/92, 328/00, 112/16 (“Dopo di Noi”) e 18/09, con la quale ultima l’Italia ha ratificato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, riconoscendo il principio della piena partecipazione alla vita sociale. Elemento centrale del processo di riforma attualmente in corso è il Decreto Legislativo 62/24, attuativo della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità, che ha introdotto appunto il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, rafforzandone la natura di diritto soggettivo esigibile e strutturato. Il nuovo impianto normativo supera progressivamente una visione prevalentemente sanitaria della disabilità e introduce un modello basato sulla valutazione multidimensionale, sulla presa in carico integrata, tempi certi e la personalizzazione degli interventi.
Il Progetto di Vita è chiamato pertanto a garantire condizioni concrete di inclusione attraverso autonomia abitativa, accesso allo studio e al lavoro, partecipazione sociale e piena realizzazione della persona all’interno della comunità.
La riforma, com’è noto, sta vivendo una fase di sperimentazione relativa al biennio 2025–2026, mentre la piena operatività su tutto il territorio nazionale è fissata al 1° gennaio 2027, con un impegno diretto e vincolante per tutti i livelli istituzionali coinvolti. Resta centrale, per altro, Il riferimento all’articolo 3 della Costituzione, secondo il quale, vale la pena ribadirlo, «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini». Un principio, dunque, che richiama la responsabilità delle Istituzioni e dell’intera comunità sociale.
La citata Legge Delega 227/21, approvata all’unanimità dal Parlamento, ha segnato una svolta normativa e culturale di rilievo, affermando con chiarezza che i diritti delle persone con disabilità non appartengono a una parte politica, ma costituiscono un principio universale dell’ordinamento repubblicano.

La partecipazione all’assemblea del 27 maggio a Napoli assumerà pertanto un valore non solo informativo, ma anche politico-istituzionale, quale occasione di confronto per l’attuazione concreta delle riforme in corso.
Moderati dal giornalista Walter Medolla, i lavori prevedono in apertura gli interventi di Gennaro Pezzurro, presidente della FISH Campania, Giuseppe Ambrosino, presidente della FAND Campania (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), Umberto Cristadoro, presidente del CSV Napoli (Centro Servizi Volontariato) e Giovanpaolo Gaudino, portavoce del Forum del Terzo Settore Campania.
Parteciperanno quindi i consiglieri regionali Davide D’Errico, Lucia Fortini, Michela Rostan, Luca Trapanese e Marco Villano, insieme ad altri rappresentanti delle istituzioni regionali.
A portare poi il proprio contributo saranno rappresentanti del mondo associativo, del Terzo Settore e delle parti sociali, con interventi dedicati ai temi del lavoro, dei servizi, dell’inclusione, della progettazione personalizzata e dei diritti esigibili delle persone con disabilità.
Le conclusioni saranno affidate ad Andrea Morniroli, assessore alle Politiche Sociali e all’Istruzione della Regione Campania, e al già menzionato Gennaro Pezzurro, che restituirà una sintesi politica e istituzionale del confronto.

A questo link è disponibile il programma completo. Per ulteriori informazioni: [email protected].
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