Simulare un viaggio aereo, per consentire di affrontarne uno reale

di Anna Maria Gioria*
Affollamento, rumori assordanti, procedure d’imbarco, tutti passaggi che rendono un ambiente aeroportuale assai poco consono alle persone con autismo o con problemi sensoriali: per ovviare a queste problematiche, la compagnia aerea Emirates, ha messo a punto il programma internazionale “Travel Rehearsal”, sbarcato ora a Milano Malpensa, in collaborazione con la Società SEA Milan Airports e l’Associazione L’abilità. Vediamo di cosa si tratta
"Travel Rehearsal" a Milano Malpensa
Una fase del percorso “Travel Rehearsal” a Milano Malpensa

Non è difficile pensare quanto l’ambiente aeroportuale sia poco consono alle persone con autismo o con problemi sensoriali: affollamento, rumori assordanti, procedure d’imbarco sono sicuramente elementi di forte destabilizzazione per le stesse.
Per ovviare a queste problematiche, la compagnia aerea Emirates, la più grande flotta al mondo di Airbus e di Boeing, ha messo a punto Travel Rehearsal, programma internazionale per rendere più accessibile l’esperienza di volo a un maggior numero di persone possibile, attraverso un percorso guidato, volto a far familiarizzare ipotetici viaggiatori con condizioni particolari con l’ambiente degli aeroporti.
Pochi giorni fa, il progetto è arrivato a Malpensa, scalo con grande affluenza di passeggeri ogni giorno e pertanto, con tante richieste di assistenza da parte di persone con disabilità o con particolari esigenze. In tal senso lo scorso anno ci sono state circa 5.000 richieste di assistenza per passeggeri con disabilità intellettive o comportamentali, il 2% di quelle totali e la permanenza nelle aeree affollate, come i controlli di sicurezza o dei passaporti per i viaggiatori con disabilità, possono momenti veramente critici.

È dunque proprio per evitare situazioni di questo tipo, particolarmente difficili da affrontare, che SEA Milan Airports – la Società che gestisce gli aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate – e l’Associazione L’abilità di Milano, hanno promosso Travel Rehearsal nel medesimo scalo di Malpensa, simulando un viaggio che coinvolgesse sei bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, con una forma grave di autismo. L’obiettivo è stato quello di creare un primo approccio positivo con l’ambiente aeroportuale, durante il quale i piccoli partecipanti potessero esplorare lo stesso contesto senza pressioni e con i tempi adeguati alle loro esigenze.
Nel dettaglio, il programma consiste in un percorso che si snoda attraverso alcune fasi all’interno dell’aeroporto, il tutto preceduto da un lavoro propedeutico, svolto, per lo più, con materiali specifici che preparano mentalmente i bambini a ciò che sperimenteranno, riducendone l’incertezza e l’ansia.
Una prima tappa si ha nell’area check-in, predisposta appositamente, facendo cioè in modo che sia poco frequentata, dove i bambini prendono confidenza con le prassi tipiche prima della partenza, come recarsi al banco per registrarsi e ottenere la carta d’imbarco, apporre l’etichetta al bagaglio, avere dimestichezza con il passaporto personalizzato, realizzato da loro stessi con l’aiuto degli educatori.
Una situazione analoga viene creata nelle zone dei controlli di sicurezza e in frontiera, dove il passaporto viene vidimato, per rendere l’esperienza più reale. Successivamente, i bambini proseguono fino all’area degli imbarchi, da dove possono osservare gli aeromobili in movimento e le operazioni di assistenza a terra. L’iter si conclude con il ritiro bagaglio e il rilascio a ciascun bambino del diploma di “viaggiatore esperto”.
In ogni fase del percorso si crea un ambiente adeguato e calibrato in base alle esigenze sensoriali e relazionali dei bambini, riducendo al massimo ogni stimolo che potesse essere causa di ansia e stress.

«Questa iniziativa – spiega Michele Parietti, responsabile del Servizio PRM Assistance di Malpensa – si inserisce nel programma dell’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) Autismo, in viaggio attraverso l’aeroporto al quale SEA aderisce già da tempo con il proprio progetto di “familiarizzazione”. In questo caso, però, la collaborazione tra aeroporto, compagnia aerea e associazioni ha permesso di creare un’esperienza realmente immersiva. Guardare procedure e attività quotidiane attraverso un piccolo viaggiatore ci aiuta infatti a comprendere quanto si possa ancora fare per rendere l’esperienza aeroportuale davvero accessibile a chiunque. E il lavoro con le Associazioni consente di costruire iniziative basate sui bisogni reali e di trasformarle in attenzioni operative concrete, piccoli accorgimenti e comportamenti capaci, nel loro insieme, di rendere il viaggio sempre più inclusivo».
A conclusione del percorso, dunque, l’auspicio è che i partecipanti con disturbo dello spettro autistico autismo o altri problemi sensoriali abbiano familiarizzato con l’ambiente aeroportuale, al punto tale da poter affrontare un viaggio reale.

*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Come rendere un aeroporto ‘amico’ delle persone con problemi sensoriali: la ‘prova’ di Malpensa” e viene qui ripreso, con diverso titolo e alcuni riadattamenti al differente contenitore, per gentile concessione.

Share the Post: