L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) e l’Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani dell’OSCE stessa (ODIHR), da tempo promuovono interessanti iniziative dedicate alla partecipazione politica e pubblica delle persone con disabilità, un tema che rappresenta uno degli aspetti meno discussi, ma più importanti della piena cittadinanza, se è vero che la partecipazione non deve essere concessa, ma garantita come diritto umano fondamentale

L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) e l’Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani dell’OSCE stessa (ODIHR), da diverso tempo stanno promuovendo interessanti iniziative dedicate alla partecipazione politica e pubblica delle persone con disabilità, un tema che rappresenta uno degli aspetti meno discussi, ma più importanti della piena cittadinanza.
Troppo spesso, infatti, si parla di accessibilità limitandosi agli aspetti fisici, ai servizi o alle misure di sostegno, dimenticando che la vera inclusione passa anche dalla possibilità di partecipare alle decisioni che riguardano la collettività, di candidarsi, di ricoprire incarichi pubblici, di contribuire alla vita politica e democratica del proprio Paese e di essere presenti nei luoghi in cui si costruiscono le politiche che incidono sulla vita delle persone.
In questa direzione si inseriscono le Dublin Recommendations (“Raccomandazioni di Dublino” del 2023), adottate dall’ODIHR, che invitano gli Stati a rimuovere le barriere fisiche, comunicative, informative, cognitive e culturali che ancora oggi limitano la partecipazione politica delle persone con disabilità. Quelle stesse Raccomandazioni richiamano inoltre l’importanza di garantire informazioni accessibili, adeguati supporti alla partecipazione, raccolta di dati, rappresentanza politica e consultazioni significative con le organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità.
Particolarmente significativo è anche l’evento collaterale denominato Advancing Political Participation. Accessible Parliaments as Drivers of Disability Inclusion (“Promuovere la partecipazione politica. Parlamenti accessibili come motori dell’inclusione delle persone con disabilità”), organizzato nell’àmbito della 19^ Conferenza degli Stati Parti per la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (COSP19), dove sarà presente anche una nostra delegazione [dell’Associazione sammarinese Attiva-Mente, N.d.R.], e in programma per domani, 10 giugno, presso la sede delle Nazioni Unite a New York.
Tale iniziativa porrà al centro una domanda fondamentale: non come adattare le persone con disabilità alle Istituzioni esistenti, ma come rendere le Istituzioni stesse realmente accessibili, rappresentative e inclusive. Un cambio di prospettiva che riflette pienamente lo spirito della Convenzione ONU e che richiama il principio secondo cui la partecipazione non deve essere concessa, ma garantita come diritto umano fondamentale.
A conferma dell’importanza attribuita a questi temi, l’OSCE ha inoltre reso disponibile un corso online dedicato, con l’obiettivo di diffondere conoscenze, strumenti e buone pratiche utili a promuovere una democrazia più inclusiva e rispettosa dei diritti di tutti e tutte.
In questo contesto appare particolarmente importante superare anche il fenomeno del cosiddetto effetto token o tokenismo, ovvero quelle situazioni in cui la presenza di una persona con disabilità viene utilizzata prevalentemente come elemento simbolico, di immagine o di facciata, senza che vi sia una reale volontà di valorizzarne competenze, contributo e partecipazione effettiva ai processi decisionali.
Una democrazia inclusiva non si misura dal numero di candidature presentate per dimostrare sensibilità verso il tema della disabilità, ma dalla concreta possibilità per le persone con disabilità di partecipare, incidere sulle decisioni pubbliche, assumere ruoli di responsabilità e contribuire alla costruzione delle politiche che riguardano l’intera collettività.
Le persone con disabilità non devono essere presenti per essere viste, ma coinvolte perché riconosciute come cittadini a pieno titolo, esperti della propria esperienza e portatori di competenze, conoscenze e visioni indispensabili per migliorare la qualità della democrazia.
Queste iniziative di OSCE e ODIHR, dunque, rivolgendosi principalmente a istituzioni, forze politiche e associazioni, rappresentano un ulteriore richiamo al principio che da anni guida il movimento internazionale delle persone con disabilità: Nulla su di Noi senza di Noi. Una società inclusiva, infatti, non si misura soltanto dalla qualità dei servizi che offre, ma anche dalla capacità di garantire che le persone con disabilità siano presenti, ascoltate e coinvolte nei luoghi in cui si prendono le decisioni. È una questione di diritti umani, di democrazia e di uguaglianza.
*Attiva-Mente è un’Associazione della Repubblica di San Marino ([email protected]).
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