Marche: come si può programmare l’offerta dei servizi senza conoscere la richiesta?

«Ciò che impressiona è l’assenza di monitoraggio regionale. Come si fa infatti ad impostare un atto programmatorio come l’atto di fabbisogno se non si conosce lo stato della domanda?»: lo dicono dal Gruppo Solidarietà, commentando i dati ripartiti per Distretto Sanitario delle persone con disabilità in lista di attesa nei servizi diurni e residenziali nella Regione Marche, per i quali quest’ultima ha detto di rivolgersi alle Aziende Sanitarie. Di queste, hanno finora risposto solo 3 su 5

Omino appoggiato su punto interrogativo rosso«Come puoi programmare l’offerta dei servizi se non conosci la richiesta?»: è a partire da questa domanda che nello scorso mese di gennaio il Gruppo Solidarietà ha chiesto alla Regione Marche il dato ripartito per Distretto Sanitario delle persone con disabilità in lista di attesa nei servizi diurni e residenziali. La Regione ha comunicato di non avere tale dato e di rivolgere la richiesta alle Aziende Sanitarie. Il Gruppo Solidarietà stesso, dunque, si è rivolto alle Aziende Sanitarie e ad oggi, nonostante i ripetuti solleciti, hanno risposto in 3 su 5 (mancano ancora all’appello Pesaro e Fermo).
«Abbiamo cercato di analizzare e contestualizzare i dati – commentano dall’organizzazione che ha sede a Maiolati Spontini (Ancona) – sia per quello che contengono che per quello che manca. Ma ciò che impressiona è l’assenza di monitoraggio regionale. Come fai infatti ad impostare un atto programmatorio come l’atto di fabbisogno se non conosci lo stato della domanda?». (S.B.)

A questo link è disponibile il testo integrale delle riflessioni elaborate dal Gruppo Solidarietà sui dati disponibili, riguardanti le persone con disabilità in lista di attesa nei servizi diurni e residenziali delle Marche. Per ulteriori informazioni: [email protected].
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