Tramite una recente Sentenza, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello proposto da una famiglia associata all’ANFFAS Corigliano Rossano (Cosenza), censurando il sistema con cui l’Amministrazione locale aveva calcolato il contributo economico richiesto a una persona con disabilità e alla sua famiglia per l’attuazione dei sostegni indicati nel Progetto individuale. Un pronunciamento il cui valore va ben oltre il singolo caso trattato
Con la Sentenza n. 4571 pubblicata il 5 giugno scorso (disponibile a questo link), il Consiglio di Stato si è pronunciato su una vicenda riguardante un progetto individuale per una persona con disabilità redatto ai sensi dell’articolo 14 della Legge 328/00, poiché all’epoca non era ancora operativo nella Provincia coinvolta il recente Decreto Legislativo 62/24 sul Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato.
Tale pronunciamento ha dunque accolto l’appello proposto da una famiglia associata all’ANFFAS Corigliano Rossano (Associazione Nazionale Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), in provincia di Cosenza, famiglia patrocinata, nel giudizio di secondo grado, dallo studio dell’avvocato Nesi del Foro di Firenze. E lo ha accolto censurando il sistema con cui l’Amministrazione locale aveva calcolato il contributo economico richiesto alla persona con disabilità e alla sua famiglia per l’attuazione dei sostegni indicati nel Progetto individuale.
«Con questa Sentenza – spiegano dall’ANFFAS Nazionale – il Consiglio di Stato ha ritenuto illegittima la determinazione della compartecipazione economica nella parte in cui l’Amministrazione aveva fatto riferimento all’ISEE familiare anziché all’ISEE sociosanitario ristretto; aveva cioè valorizzato la capacità economica dei soggetti tenuti agli obblighi alimentari e imposto una quota di compartecipazione, nonostante il valore nullo dell’ISEE, e aveva computato tra le risorse destinate ai sostegni anche il contributo caregiver già assegnato alla famiglia. Importante risulta, inoltre, il passaggio della Sentenza nel quale il Consiglio di Stato conferma la validità del Progetto Individuale redatto, ribadendo la centralità del percorso di valutazione multidimensionale e progettazione personalizzata che aveva condotto all’individuazione dei sostegni necessari alla persona con disabilità interessata».
«Questo pronunciamento – dichiara Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS – assume un valore che va ben oltre il singolo caso. Il Consiglio di Stato, infatti, riafferma princìpi fondamentali che riguardano il modo stesso in cui devono essere costruiti e attuati i progetti individuali delle persone con disabilità. La valutazione multidimensionale, la partecipazione della persona e della famiglia, l’individuazione dei sostegni necessari a partire dai bisogni, dai desideri e dalle aspettative rappresentano il cuore del progetto individuale e non possono essere successivamente svuotati attraverso meccanismi che finiscono per trasferire impropriamente sulle famiglie il costo dei sostegni individuati come necessari. È una decisione che valorizza un approccio che la nostra Associazione promuove da anni e che oggi trova ulteriore conferma in un’importante pronuncia del massimo giudice amministrativo».
«Questa Sentenza – afferma dal canto suo Maria Alesina, presidente dell’ANFFAS Corigliano Rossano e coordinatrice regionale dell’ANFFAS Calabria – assume per noi un significato particolare perché riguarda un progetto costruito attraverso un percorso di valutazione multidimensionale che la nostra Associazione aveva realizzato su basi scientifiche grazie alle elevate competenze dei propri consulenti. È una vicenda che abbiamo seguito, con il supporto del Centro Studi Giuridici e Sociali dell’ANFFAS Nazionale, fin dall’inizio, accanto alla persona con disabilità e alla sua famiglia, condividendo tanti anni di aspettative, difficoltà e speranze. Alla fine, il lavoro svolto insieme alla famiglia, ai servizi e agli altri soggetti coinvolti ha consentito di sbloccare una situazione complessa, individuando in modo puntuale i sostegni necessari per migliorare la qualità della vita e favorire l’inclusione sociale. La Sentenza del Consiglio di Stato valorizza l’importanza di questo approccio e richiama le Amministrazioni alla necessità di rispettare il quadro normativo vigente».
«In questi anni – concludono dalla famiglia coinvolta – abbiamo chiesto che venisse costruito un percorso attorno ai bisogni, alle aspirazioni e agli obiettivi di vita di nostro figlio e che i sostegni individuati non fossero messi in discussione da valutazioni estranee alla finalità del progetto. Per una famiglia che ha avviato questo percorso oltre cinque anni fa, questa decisione rappresenta un importante riconoscimento e restituisce fiducia nel fatto che i diritti delle persone con disabilità possano trovare concreta tutela. Auspichiamo pertanto che quanto affermato dal Consiglio di Stato possa essere utile anche ad altre famiglie che ogni giorno affrontano percorsi analoghi». (S.B.)
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