Ausili e assistenza protesica: meno frammentazione a livello del Paese, meno burocrazia, più ascolto dei bisogni reali e maggiore coinvolgimento delle Associazioni delle persone con disabilità nei processi decisionali: è la richiesta della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), emersa con forza a seguito di un incontro promosso da tale Associazione con l’Associazione Ausili di Confindustria Dispositivi Medici
«Gli ausili e l’assistenza protesica sono strumenti essenziali per garantire autonomia, salute e la miglior qualità della vita alle persone con disabilità. Per questo è urgente superare una situazione di stallo, legata a una normativa di riferimento che non riesce a stare al passo con i bisogni presenti e che rallenta l’accesso agli ausili, con il rischio concreto di accentuare i divari territoriali e rendere sempre più incerta l’esigibilità effettiva del diritto»: è il messaggio espresso con forza nel corso di un incontro promosso in seguito alle Manifestazioni Nazionali UILDM 2026 (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), dove il tema degli ausili e dell’assistenza protesica è stato posto al centro di una riflessione condivisa tra Associazioni e rappresentanti dell’Associazione Ausili di Confindustria Dispositivi Medici. «Gli ausili – sottolinea in tal senso Maurizio Conte, consigliere nazionale della UILDM – non sono strumenti accessori, ma presìdi fondamentali per la vita quotidiana, per la mobilità, per la comunicazione, per l’autonomia e per la dignità della persona con disabilità».
Durante il confronto con Ausili di Confindustria Dispositivi Medici, dunque, è stato ribadito un concetto chiaro, ossia che «il diritto a un ausilio appropriato non può dipendere dal luogo di residenza, dalla capacità della persona di orientarsi nella burocrazia e dalla possibilità di sostenere costi aggiuntivi. Quando il sistema non garantisce uniformità e tempestività delle risposte, a pagare il prezzo più alto sono soprattutto le persone più fragili e le famiglie meno attrezzate nel far sentire la propria voce».
«Oggi – annota ancora Conte – il rischio più grande è che il diritto all’ausilio venga vissuto come un percorso a ostacoli e che nascere o vivere in un determinato territorio possa trasformarsi in uno svantaggio. È necessaria quindi una responsabilità condivisa e serve costruire un’alleanza capace di portare alle Istituzioni una richiesta chiara di cambiamento».
Dall’incontro è emerso anche il valore potenziale degli ausili e delle tecnologie assistive, non soltanto in termini di costo, ma per la loro capacità di offrire benefìci concreti alla persona e al suo intero contesto di vita: dalla salute alla partecipazione scolastica, lavorativa, relazionale e sociale.
«Troppo spesso – secondo Elena Menichini, presidente dell’associazione Ausili di Confindustria Dispositivi Medici – il sistema si concentra sul costo del dispositivo e non sul valore che un ausilio appropriato produce nella vita della persona e nel suo contesto di vita, sociale e lavorativo liberando risorse all’interno del nucleo familiare e contribuendo positivamente a ridurre un costo sociale nascosto, che spesso non viene considerato. Oggi ci confrontiamo con un impianto normativo rigido e con procedure che, in molti casi, non riescono a stare al passo con l’innovazione, con la personalizzazione dei bisogni e con la necessità di risposte tempestive. È indispensabile aprire una fase nuova di collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, perché migliorare il sistema significa migliorare concretamente la vita delle persone, pur nel rispetto delle esigenze di sostenibilità del sistema».
«Pertanto – conclude Conte – la richiesta di UILDM è di avere meno frammentazione a livello del Paese, meno burocrazia, più ascolto dei bisogni reali e maggiore coinvolgimento delle Associazioni delle persone con disabilità nei processi decisionali. In questa prospettiva, infatti, il tema degli ausili e dell’assistenza protesica si lega direttamente a una visione più ampia dei diritti, dell’autonomia e del progetto di vita della persona, che richiede strumenti concreti a sostegno delle fragilità e percorsi di formazione per persone con disabilità e famiglie». (S.B.)
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