“Il calcio al tempo della guerra”, ovvero la scelta di non fermarsi

“Il calcio al tempo della guerra” è un video diretto e prodotto da Fabio Izzo che documenta il Campionato Ucraino di Calcio Amputati, durante la guerra in corso, riferito alla “League of Mighty Ukraine”, iniziativa riguardante appunto il calcio per amputati e rivolta a veterani di guerra e civili che abbiano subito la perdita di uno o più arti. Una testimonianza importante, degna della maggior visibilità possibile, dedicata a persone che cercano di ricostruire la propria vita attraverso lo sport, la resilienza e il senso di comunità

"Il calcio al tempo della guerra" di Fabio IzzoSi chiama Il calcio al tempo della guerra ed è un video (disponibile a questo link) diretto e prodotto da Fabio Izzo che in poco più di una decina di minuti documenta il Campionato Ucraino di Calcio Amputati, durante la guerra in corso, riferito alla League of Mighty Ukraine, iniziativa premiata tra l’altro dall’UEFA, la Federazione Europea del Calcio, con il Grassroots Gold, e che riguarda appunto il calcio per amputati, rivolta a veterani di guerra e civili che abbiano subito la perdita di uno o più arti.
«Il video – spiega lo stesso Fabio Izzo – segue calciatori amputati e veterani di guerra ucraini che abbiano perso uno o più arti e che stanno ricostruendo la propria vita attraverso lo sport, la resilienza e il senso di comunità, nonostante enormi sfide fisiche ed emotive. Il tutto, sullo sfondo della guerra in corso, esplorando temi come il recupero, l’identità e il potere trasformativo del calcio».
«Attraverso allenamenti, partite e testimonianze personali – aggiunge – ho esplorato come lo sport possa diventare un percorso di recupero, con il calcio che aiuta questi atleti a ricostruire la fiducia in se stessi, a ritrovare la propria identità e a riconnettersi con una comunità solidale. Oltre alla competizione, infatti il gioco offre uno scopo, amicizia e speranza in un periodo segnato dall’incertezza».
«Ambientato nel contesto della guerra – conclude -, il documentario mette in luce una straordinaria resilienza e una forte determinazione, dimostrando che, pur avendo subìto perdite profonde, questi giocatori rifiutano di lasciare che le loro ferite definiscano chi sono. Al contrario, utilizzano il calcio come simbolo di forza, dimostrando che il coraggio, il lavoro di squadra e lo spirito umano possono superare anche le circostanze più difficili». (S.B.)

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile il documentario Il calcio al tempo della guerra. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: [email protected].
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