«Se quanto ricostruito dovesse trovare conferma, saremmo di fronte a una grave compressione del diritto alla mobilità e dei principi di pari opportunità e di uguaglianza delle persone con disabilità»: lo dicono dalla Federazione FISH, a proposito di quanto accaduto all’Aeroporto di Roma Fiumicino agli atleti della Nazionale Italiana di powerchair football cui la compagnia EasyJet ha negato l’imbarco. Quest’ultima, nel frattempo, promette un’indagine interna e una soluzione, ma come per le barriere, le soluzioni “a frittata fatta” lasciano il tempo che trovano

Già ieri avevamo segnalato sulle nostre pagine la dura presa di posizione della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, rispetto a quanto accaduto all’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino agli atleti della Nazionale Italiana di powerchair football della FIPPS (Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport), cui è stato impedito di imbarcarsi su un volo easyJet diretto a Glasgow, in Scozia, per partecipare a un importante torneo internazionale in vista dei prossimi Campionati del Mondo in Argentina, nonostante la stessa FIPPS avesse richiesto e ottenuto, con largo anticipo, tutte le autorizzazioni necessarie al trasporto.
Altrettanta indignazione esprime anche la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), sottolineando in una nota che «se le circostanze finora emerse fossero confermate, ci troveremmo di fronte a un episodio di estrema gravità che impone un immediato accertamento delle responsabilità e una rigorosa verifica del rispetto della normativa nazionale ed europea poste a tutela dei diritti delle persone con disabilità».
«Se quanto ricostruito fino ad oggi dovesse trovare conferma – dichiara Vincenzo Falabella, presidente della FISH – saremmo di fronte a una grave compressione del diritto alla mobilità e dei principi di pari opportunità e di uguaglianza delle persone con disabilità. Non è accettabile che autorizzazioni regolarmente rilasciate vengano disattese, impedendo ad atleti che rappresentano l’Italia in una competizione internazionale di imbarcarsi. Un episodio di questo tipo, se confermato, non solo appare inaccettabile sotto il profilo giuridico e civile, ma evidenzia anche possibili criticità organizzative e procedurali che devono essere chiarite senza ambiguità».
La Federazione ricorda dunque che il Regolamento (CE) n. 1107/2006 «tutela in modo inequivocabile i diritti delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo, vietando il rifiuto della prenotazione o dell’imbarco per ragioni connesse alla disabilità, salvo gli specifici e tassativi casi previsti dalla normativa europea. L’accaduto richiama, inoltre, i princìpi sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, che riconosce il diritto all’accessibilità, alla mobilità personale, alla non discriminazione, alla piena partecipazione e all’uguaglianza, impegnando gli Stati e tutti i soggetti coinvolti a rimuovere ogni barriera che ne ostacoli l’effettivo esercizio. E da ultimo, ma non certo ultimo, la vicenda appare altresì incompatibile con i princìpi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana, che agli articoli 2 e 3 riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona e impone la rimozione degli ostacoli che limitano la libertà, l’uguaglianza e la piena partecipazione di tutti i cittadini alla vita del Paese, nonché con l’articolo 16, che tutela la libertà di circolazione».
«Episodi come questo – conclude Falabella – non possono essere liquidati come meri disservizi. Quando viene impedito l’esercizio di un diritto fondamentale, è lo Stato di diritto a essere chiamato in causa. La tutela dei diritti non può essere rimessa a valutazioni discrezionali o a prassi organizzative difformi dalla legge».
Dal canto nostro prendiamo certamente atto del messaggio ricevuto dall’Ufficio Stampa della Compagnia easyJet da cui si scrive che: «Siamo profondamente dispiaciuti per l’esperienza del gruppo della Nazionale Italiana di Powerchair Football. Abbiamo avviato un’indagine interna per ricostruire l’accaduto e nel frattempo siamo in contatto con i passeggeri e stiamo facendo tutto il possibile per trovare una soluzione. Rendere il viaggio aereo accessibile a tutti i passeggeri è una priorità per EasyJet e prendiamo questa vicenda con la massima serietà».
Bene, dunque, apprendere che «rendere il viaggio aereo accessibile a tutti i passeggeri» sia «una priorità per easyJet», e da parte nostra seguiremo gli sviluppi dell’annunciata indagine interna. Quel che comunque resta è che – come quasi sempre accade anche in situazioni di barriere architettoniche o senso-percettive – il tentativo di rimediare arriva “a frittata fatta”. E questo non va affatto bene. (S.B.)
Per informazioni sulla presa di posizione della FISH: [email protected].
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