«Bene la stima sui caregiver familiari pubblicata dall’ISTAT – scrivono dal Coordinamento CFU (Caregiver Familiari Uniti) – che conferma la straordinaria dimensione del lavoro di cura svolto ogni giorno da milioni di cittadini. Un censimento, però, è un’altra cosa: significa disporre di dati amministrativi raccolti in modo sistematico dalle Istituzioni, in grado di descrivere concretamente il fenomeno e non soltanto di stimarne le dimensioni. Ed è quello che chiediamo con la nostra campagna “#nonpiùsommersi”»

Nei giorni scorsi l’ISTAT ha diffuso una stima secondo cui in Italia sarebbero oltre 12 milioni le persone che prestano attività di cura gratuita e 4,4 milioni i caregiver familiari conviventi [se ne legga già anche sulle nostre pagine, N.d.R.].
Il nostro Coordinamento [CFU-Coordinamento Caregiver Familiari Uniti, N.d.R.] (CFU) accoglie con favore questa pubblicazione perché conferma, ancora una volta, la straordinaria dimensione del lavoro di cura svolto ogni giorno da milioni di cittadini. È però necessario chiarire un aspetto fondamentale, ossia che quei dati diffusi dall’ISTAT non costituiscono un censimento nazionale delle persone caregiver familiari. Si tratta infatti di una stima ottenuta attraverso un’indagine campionaria risalente al 2024, ma pubblicata nel 2026. In altre parole, l’ISTAT raccoglie informazioni da un campione rappresentativo della popolazione e, mediante metodi statistici, stima quante persone prestino attività di cura sull’intero territorio nazionale.
Un censimento, invece, è un’altra cosa: significa cioè disporre di dati amministrativi raccolti in modo sistematico dalle Istituzioni, in grado di descrivere concretamente il fenomeno e non soltanto di stimarne le dimensioni.
Oggi, invece, lo Stato non è in grado di rispondere con certezza a domande fondamentali, quali: quante sono realmente le persone caregiver familiari? Dove vivono? Chi assistono? Da quanto tempo svolgono attività di cura? Quante ore dedicano ogni giorno all’assistenza? Qual è l’intensità del loro carico assistenziale? Quali servizi ricevono e quali, invece, mancano?
Senza queste informazioni non è possibile programmare efficacemente i servizi, distribuire le risorse in base ai bisogni reali, valutare l’impatto delle politiche pubbliche o costruire una legge nazionale realmente aderente alla vita delle persone caregiver familiari.
Per questo motivo continuiamo a chiedere un vero censimento nazionale delle persone caregiver familiari, fondato su dati amministrativi omogenei, aggiornati e condivisi tra Stato, Regioni e Comuni.
È proprio con questo obiettivo che abbiamo recentemente lanciato la campagna denominata #nonpiùsommersi, inviando 43 richieste di Accesso Civico Generalizzato (FOIA) al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a tutte le Regioni e Province Autonome e ai Comuni capoluogo di Regione. Tali richieste non hanno lo scopo di creare un censimento parallelo, ma di comprendere come le Istituzioni raccolgano oggi le informazioni sulle persone caregiver familiari.
Abbiamo chiesto di conoscere:
° quali definizioni amministrative vengono utilizzate;
° quali banche dati contengono informazioni sulle persone caregiver familiari;
° quali dati vengono già raccolti;
° quali criteri vengono adottati per individuare i caregiver familiari;
° quali informazioni, invece, non vengono rilevate.
Solo comprendendo come oggi il fenomeno venga registrato sarà possibile individuare le migliori pratiche esistenti e proporre un modello nazionale di censimento realmente efficace.
La pubblicazione dello studio ISTAT rappresenta quindi un contributo importante alla conoscenza del fenomeno sociale della cura familiare, ma una stima statistica e un censimento amministrativo rispondono a finalità profondamente diverse. La prima serve a descrivere un fenomeno nella popolazione, il secondo serve alle Istituzioni per conoscere realmente le persone caregiver familiari, programmare servizi, allocare risorse, valutare gli interventi e garantire diritti.
Le persone caregiver familiari non hanno bisogno soltanto di essere stimate. Hanno il diritto di essere riconosciute, censite e considerate nelle politiche pubbliche.
*Coordinamento Nazionale CFU (Caregiver Familiari Uniti) ([email protected]).
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