Il viaggio di Roberto e Alberto, autisti di AlatHa, organizzazione milanese impegnata a favore dell’inclusione sociale, che hanno portato a Odessa in Ucraina un pulmino attrezzato e un montascale motorizzato, per garantire la mobilità e soprattutto l’accesso alle cure e l’evacuazione assistita a persone con disabilità, persone anziane, sfollati e bambini

Svitlana Yatskevi è solo una delle tante persone ucraine “invisibile tra gli invisibili”. Vive al terzo piano di un palazzo di Odessa, è in sedia a rotelle e cresce da sola sua figlia. Molte volte la donna è impossibilitata a uscire di casa, a causa degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche: per i conseguenti blackout, infatti, l’ascensore rischia di non funzionare.
Roberto e Alberto, due autisti di AlatHa, organizzazione milanese impegnata a favore dell’inclusione sociale, in particolare attraverso il trasporto, hanno di recente portato in Ucraina un pulmino attrezzato e un montascale motorizzato, per garantire la mobilità e soprattutto l’accesso alle cure e l’evacuazione assistita a persone con disabilità, persone anziane, sfollati e bambini.
L’iniziativa fa parte del progetto AlatHa International Trasport Emergency – Esserci Adesso, promosso dalla stessa AlatHa, in collaborazione con la fondazione ucraina Way Home Odessa.
Portare a termine la missione, per altro, è stato tutt’altro che facile; non si è trattato infatti solamente della consegna delle chiavi, ma di un complesso lavoro amministrativo, tecnico e organizzativo, consistente nella richiesta e nella gestione di documenti, assicurazioni, procedure doganali e nel coordinamento costante tra le autorità e i partner dei diversi Paesi attraversati. Lo stesso viaggio in sé non è stato sicuramente una passeggiata, da Milano a Odessa ci sono più di 2.000 chilometri e i due autisti hanno attraversato l’Europa, giungendo alla città romena di Tulcea, al confine dell’Ucraina, dove si sono incontrati con il team di Way Home Odessa, cui hanno consegnato il pulmino e, insieme, organizzato il trasferimento fino alla destinazione.
«Sapevamo che il tragitto sarebbe stato lungo – racconta Roberto Tommasini – e che ci saremmo avvicinati a una zona segnata dalla guerra, con tutti i rischi che questo comporta. Con Alberto, però, abbiamo scelto di esserci: quando c’è di mezzo l’aiuto delle altre persone non si può voltare lo sguardo dall’altra parte».
«Lavoro con AlatHa da più di dieci anni – aggiunge – e questa è stata una delle missioni più impegnative. Ma vedere che gli aiuti arrivano davvero a destinazione, nelle mani di chi ne ha davvero bisogno, ripaga di ogni fatica e di ogni paura. Lo rifarei senza esitazione».
Il pulmino rappresenta il primo passo di una collaborazione internazionale basata sull’esperienza italiana del trasporto sociale e il lavoro di tutti i giorni di Way Home Odessa a favore delle persone in situazione di maggiore fragilità. Il mezzo di trasporto risulterà maggiormente utile durante la stagione invernale, quando le interruzioni di energia elettrica sono più frequenti e prolungate, e pertanto, le condizioni di vita dignitosa delle persone più bisognose risultano più difficili da garantire.
Un discorso analogo vale per la scarsità dell’acqua e per questo, in futuro, la progettualità Esserci Adesso donerà un secondo pulmino con le docce a bordo. L’unità Docce Solidali, in particolare, verrà utilizzato nelle zone più colpite, nei luoghi di accoglienza e nelle situazioni di emergenza.
*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Un pulmino e un montascale regalato dall’Italia dà un sollievo alle angosce di Odessa” e viene qui ripreso, con diverso titolo e minimi riadattamenti al differente contenitore, per gentile concessione.
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