In occasione dell’imminente Giornata Internazionale della sindrome feto-alcolica e dei disturbi correlati (FAS/FASD), che si celebrerà il 9 settembre, la SIN (Società Italiana di Neonatologia) intende richiamare l’attenzione su una condizione ancora troppo spesso sottodiagnosticata, ma che rappresenta una delle principali cause prevenibili di alterazione del neurosviluppo e di disabilità dell’età evolutiva
In occasione dell’imminente Giornata Internazionale della sindrome feto-alcolica e dei disturbi correlati (FAS/FASD), che si celebrerà il 9 settembre, la SIN (Società Italiana di Neonatologia) intende richiamare l’attenzione su una condizione ancora troppo spesso sottodiagnosticata, ma che rappresenta una delle principali cause prevenibili di alterazione del neurosviluppo e di disabilità dell’età evolutiva.
«L’esposizione prenatale all’alcol – spiegano dalla SIN – può compromettere in modo permanente lo sviluppo del sistema nervoso centrale e di altri organi del feto, con conseguenze che possono manifestarsi fin dai primi giorni di vita o emergere più tardivamente, durante l’infanzia e l’adolescenza, sotto forma di difficoltà cognitive, comportamentali, relazionali e di apprendimento. Ogni bambino che nasce con la sindrome Feto-Alcolica rappresenta per altro un caso completamente prevenibile. Eppure, i disturbi dello spettro feto-alcolico (FASD) continuano a rappresentare un’importante sfida di sanità pubblica e rimangono ancora oggi largamente sottodiagnosticati. La loro prevalenza è probabilmente sottostimata, poiché molti casi sfuggono alla diagnosi nei primi anni di vita o vengono riconosciuti solo quando emergono difficoltà cognitive, comportamentali e di apprendimento».
«I FASD – aggiungono dalla SIN – sono spesso definiti una “disabilità invisibile”: bambini apparentemente sani possono sviluppare nel tempo importanti difficoltà del neurosviluppo senza che la causa venga riconosciuta. In questo contesto, il ruolo del neonatologo è determinante. Il sospetto diagnostico deve infatti tradursi in una dimissione protetta, nella condivisione delle informazioni con il pediatra di libera scelta e con i servizi territoriali e nell’inserimento, quando indicato, in programmi di follow-up neuroevolutivo, così da intercettare precocemente eventuali difficoltà dello sviluppo e attivare gli interventi riabilitativi più appropriati. In sostanza, quindi, sono indispensabili la prevenzione con zero alcol in gravidanza, una diagnosi tempestiva e una presa in carico precoce del neonato». (S.B.)
A questo link è disponibile un ulteriore ampio testo di approfondimento prodotto dalla SIN. Per altre informazioni: [email protected].
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