“Baraonda Cafe”: un lavoro che diventa autonomia, un’autonomia che diventa fiducia

di Maria Rosaria Ricci
Un anno fa apriva le porte a Cercola (Napoli), una caffetteria sociale il cui bilancio, dodici mesi dopo, racconta molto più di un anniversario: racconta di otto giovani coinvolti, due contratti a tempo indeterminato, nuove esperienze professionali, eventi, collaborazioni e una comunità che ha imparato a incontrare la disabilità attraverso il lavoro. È il “Baraonda Cafe”, che il 13 settembrefesteggerà il proprio primo anniversario, guardando a quello che è stato fatto, ma ancor più a quello che si farà
Staff del "Baraonda Cafe" di Cercola (Napoli)
Lo staff del “Baraonda Cafe” di Cercola (Napoli)

Il 13 settembre dello scorso anno apriva le porte a Cercola, nei pressi di Napoli, una caffetteria speciale il cui bilancio, dodici mesi dopo, racconta molto più di un anniversario: racconta di otto giovani coinvolti, due contratti a tempo indeterminato, nuove esperienze professionali, eventi, collaborazioni e una comunità che ha imparato a incontrare la disabilità attraverso il lavoro. È il Baraonda Cafe, caffetteria sociale promossa dalla Cooperativa Sociale TAM e nata dal progetto Si può fare, vincitore del Bando Autismo della Regione Campania, iniziativa pensata per offrire a giovani nello spettro autistico e con disabilità psichica un’esperienza di lavoro vera, fatta di responsabilità, relazioni, competenze e confronto quotidiano con il pubblico. Una realtà raccontata anche da RaiNews TGR Campania in un servizio intitolato Ecco il “Baraonda” di Cercola, il bar del sorriso.

In questi dodici mesi, dunque, sono stati otto i giovani coinvolti, oggi sette. Due hanno raggiunto un contratto a tempo indeterminato, mentre un altro, dopo il percorso maturato a Baraonda, ha trovato lavoro in una grande azienda nel proprio settore di studi. Ed è qui che il primo anno di Baraonda assume il suo significato più profondo: non essere necessariamente un punto di arrivo, ma un luogo dal quale partire. Un’esperienza capace di accompagnare una persona verso nuove possibilità professionali e una maggiore autonomia.
Attorno a quello stesso bancone, poi, è successo molto altro. È nato Baraonda On the Road, che ha portato le competenze acquisite fuori dalla caffetteria attraverso catering, buffet e servizi esterni. Il progetto, sostenuto dal CSV Napoli (Centro Servizi Volontariato) e da UniCredit nell’àmbito del programma Semi di Bene, ha realizzato 10 servizi di catering, trasformando nuovi contesti in altrettante occasioni di esperienza e partecipazione.
La caffetteria, inoltre, è diventata anche uno spazio aperto alla comunità: 8 esposizioni artistiche, 15 eventi sociali, 5 iniziative di sensibilizzazione e un percorso PCTO (Percorso per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) che ha coinvolto quattro studenti dell’IPSEOA Ugo Tognazzi di Pollena Trocchia (Napoli).
E ancora, sono nate collaborazioni, sono arrivati riconoscimenti e Baraonda è entrata nel racconto dei media e del territorio.

E tuttavia i numeri, da soli, non bastano a spiegare cosa è accaduto in questo primo anno. Perché dietro ogni turno di lavoro ci sono persone che hanno imparato a gestire responsabilità, tempi, relazioni e imprevisti. E dietro ogni cliente c’è un incontro che contribuisce, giorno dopo giorno, a cambiare lo sguardo sulla disabilità.
Un caffè servito al bancone può sembrare un gesto semplice. Ma può significare molto: sentirsi capaci, sentirsi utili, essere riconosciuti per ciò che si sa fare. È anche questo il senso dell’accessibilità lavorativa: non soltanto eliminare una barriera, ma rendere concretamente accessibili le opportunità, dando a ciascuno la possibilità di mettere a frutto le proprie capacità e di costruire, attraverso il lavoro, il proprio percorso di autonomia.

Nella mattinata del 13 settembre (ore 11-13), Baraonda Cafe festeggerà il suo primo anno di vita presso la propria sede (Viale Gandhi, 27, Cercola), un anniversario che guarda indietro, ma soprattutto avanti. Perché ciò che conta non è soltanto quello che è stato fatto in questi dodici mesi, ma tutto ciò che questo primo anno ha reso possibile.
E forse è proprio qui che si trova la vera storia di Baraonda: in un lavoro che diventa autonomia, in un’autonomia che diventa fiducia e in una fiducia che può aprire la strada al futuro.

Per ogni ulteriore informazione: [email protected].
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