Parte il 7° Festival delle Abilità: le persone con disabilità cittadini e cittadine al 100%

«Si dia il via alla festa, che torna con il suo prezioso carico di eventi, dibattiti, emozioni e cultura. Il tema di quest’anno, “Cittadinanza – Diversità che fa comunità”, riapre il dibattito sul diritto delle persone con disabilità di essere cittadini e cittadine al 100%»: così Simone Fanti, direttore della Fondazione Mantovani Castorina, presentando il 7° Festival delle Abilità di Milano, la bella manifestazione di cui Superando sin dagli esordi è media partner. Ora siamo alla vigilia dei vari eventi, previsti da domani, 12 settembre, fino a domenica 20

Festival delle Abilità 2026«Si dia il via alla festa, che torna con il suo prezioso carico di eventi, dibattiti, emozioni e cultura. Il tema di quest’anno, Cittadinanza – Diversità che fa comunità, riapre il dibattito sul diritto delle persone con disabilità di essere cittadini e cittadine al 100%»: lo ha affermato Simone Fanti, direttore della Fondazione Mantovani Castorina, durante la presentazione presso il Comune di Milano della settima edizione del Festival delle Abilità, la bella manifestazione del capoluogo lombardo, organizzata dalla stessa Fondazione Mantovani Castorina, di cui Superando sin dagli esordi ha il piacere e l’onore di essere media partner e di cui già nei giorni scorsi avevamo anticipato l’arrivo. Ora siamo ormai alla vigilia dei vari eventi, previsti appunto da domani, 12 settembre, fino a domenica 20.

Ad illustrare il programma dell’edizione di quest’anno del Festival è stato il direttore artistico Vlad Scolari, che ha voluto porre l’accento in particolare sulla pluralità dei linguaggi e dei momenti culturali: «Abbiamo costruito un programma – ha sottolineato – in cui arte, teatro, danza, musica, fotografia e parola diventeranno occasioni diverse per incontrarsi e confrontarsi. Ogni appuntamento avrà un proprio linguaggio e una propria identità, ma tutti condivideranno la volontà di creare spazi di partecipazione e di relazione. Il Festival vuole far dialogare artisti, persone con e senza disabilità, associazioni e cittadinanza, perché crediamo che la cultura sia uno degli strumenti più potenti per conoscere le differenze, superare gli stereotipi e costruire comunità».
A soffermarsi quindi sul valore culturale dell’accessibilità è stato quindi l’Assessore al Welfare e alla Salute del Comune di Milano Lamberto Bertolè, che ha dichiarato: «Parlare di accessibilità significa prima di tutto costruire cultura e consapevolezza. Rendere uno spazio, un evento o un’esperienza maggiormente accessibili non riguarda soltanto le persone con disabilità, ma contribuisce a cambiare lo sguardo di tutta la comunità. L’accessibilità ci invita a riconoscere bisogni diversi e a progettare una città capace di accogliere le differenze, trasformandole in una risorsa per tutti».
Sul significato concreto dell’accessibilità è intervenuta anche Martina Gerosa, disability manager e responsabile per tale àmbito dell’evento, che ha messo al centro la necessità di partire dai bisogni reali delle persone: «Quando parliamo di accessibilità – ha detto – tendiamo spesso a immaginare qualcosa di complesso, mentre molte volte nasce proprio dalle cose più semplici: ascoltare, chiedere, osservare e trovare soluzioni concrete. Il Festival ne è un esempio. Allo stesso tempo dobbiamo essere consapevoli che non esiste un’accessibilità universale, capace di rispondere contemporaneamente a ogni possibile esigenza. Le disabilità e i bisogni delle persone sono differenti. Per questo l’accessibilità deve essere pensata e progettata di volta in volta, individuando strumenti e accorgimenti adeguati alle persone e ai contesti. Non una formula unica, dunque, ma un processo continuo di ascolto e adattamento».

Rimandando dunque Lettori e Lettrici al programma completo del Festival (a questo link), ne segnaliamo qui alcuni punti di forza, a partire dall’anteprima di domani, 12 settembre, a MilanoFiori, con un pomeriggio di sensibilizzazione sul campo e il percorso esperienziale denominato MiMuovo in MilanoFiori a cura di Milano Positiva, oltre alla danza street e contemporanea di Red Fryk Hey, un flash mob di Ugualmente Artisti e alcuni momenti dedicati alle neurodivergenze.
Sul tema Memoria e Futuro, il 13 settembre vi sarà la proiezione del docufilm Un sorriso – I percorsi di Antonio Giuseppe Malafarina, diretto da Irene Magnani e dedicato a colui che fu anche il caro e compianto direttore responsabile di Superando. Un’opera di cui abbiamo già ampiamente riferito in altra parte del giornale.
Quindi, nel contesto di Rigenerazione urbana e cittadinanza attiva, il restauro conservativo dei due murales del Parco Chiesa Rossa (Il muro liberato e L’arte di sentire con il cuore la terra), con il sostegno della Fondazione Fragiacomo. «Un gesto concreto di responsabilità collettiva – come viene sottolineato – per restituire valore all’arte pubblica e al patrimonio condiviso.
E ancora, il Respiro internazionale, con la presentazione dei risultati, accompagnata da un estratto, del progetto europeo BIOKINETICS – Divergent Paths in Performing Arts, supportato dalla Fondazione Mantovani Castorina in collaborazione con l’Associazione Contamina e altre realtà associative greche e portoghesi, che ha dato vita a un percorso artistico capace di attraversare diversi palcoscenici europei.
Tra gli ospiti e gli approfondimenti, il talk aperto al pubblico con Jacopo Cirillo e Marina Cuollo, a partire dal podcast Criptonite, in collaborazione con CBM Italia, e la tavola rotonda del 18 settembre sul tema Accessibilità: la chiave della partecipazione, realizzata insieme al Municipio 5 di Milano.

A conclusione della presentazione, ricordiamo infine, gli organizzatori hanno espresso un sentito ringraziamento al Comune di Milano, al Municipio 5 della città, alla Fondazione Pio Istituto dei Sordi, al Sistema Bibliotecario e al Centro Commerciale MilanoFiori per il fondamentale supporto alla realizzazione della manifestazione. (S.B.)

Per ogni altra informazione: [email protected] (Roberta Curia).
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