Un nuovo concetto di accessibilità culturale: creare ambienti che si adattino alle persone

Rendere musei e istituzioni culturali luoghi in cui le persone con disabilità intellettiva possano partecipare in modo più autonomo e vivere esperienze costruite sui propri bisogni, interessi e modalità di interazione: è il senso di INCLUDE-ID, progetto europeo quadriennale coordinato dall’IRCCS Eugenio Medea, che riunisce un consorzio di 10 partner provenienti da 7 Paesi, mettendo insieme competenze nell’àmbito della disabilità intellettiva, delle neuroscienze e della psicologia, dell’educazione, del design inclusivo, delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale
Foto di gruppo per i partecipanti al meeting che ha dato l'avvio a "INCLUDE-ID"
Foto di gruppo per i partecipanti al meeting che ha dato l’avvio a “INCLUDE-ID”

Rendere musei e istituzioni culturali luoghi in cui le persone con disabilità intellettiva possano partecipare in modo più autonomo e vivere esperienze costruite sui propri bisogni, interessi e modalità di interazione: è il senso di INCLUDE-ID (Including people with intellectual disabilities in cultural institutions), progetto europeo coordinato dall’IRCCS Eugenio Medea e selezionato come Research and Innovation Action nell’àmbito del programma continentale Horizon Europe, iniziativa nata appunto prendendo atto della necessità di affrontare un divario ancora significativo nell’accesso alla cultura. «Nonostante infatti i progressi compiuti sul fronte dell’accessibilità – sottolineano dall’IRCSS Medea -, le persone con disabilità intellettiva incontrano ancora ostacoli nella piena partecipazione alle esperienze culturali e le soluzioni disponibili sono spesso basate su percorsi facilitati standardizzati, che non riescono a tenere conto dell’ampia variabilità dei bisogni e delle caratteristiche individuali. In tal senso, uno degli elementi innovativi di INCLUDE-ID è l’impiego di strumenti digitali adattivi e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, per sviluppare esperienze culturali personalizzate, capaci di tenere conto dei diversi profili di funzionamento, degli interessi e dei bisogni individuali. Le tecnologie saranno integrate con pratiche educative e adattamenti multimodali e sperimentate con bambini, adolescenti e giovani adulti con disabilità intellettiva».

«L’accessibilità museale – spiega Rosario Montirosso, coordinatore del progetto e responsabile del Centro 0-3 dell’IRCCS Medea – si è spesso basata su percorsi facilitati pensati per rispondere in modo uniforme a bisogni che, in realtà, possono essere molto diversi da persona a persona. INCLUDE-ID parte proprio da questa consapevolezza: non esiste un unico modo di rendere accessibile un’esperienza culturale e le persone con disabilità intellettiva possono avere profili cognitivi e comunicativi, interessi e modalità di interazione molto differenti. Attraverso strumenti digitali adattivi e un uso etico dell’intelligenza artificiale vogliamo quindi sviluppare esperienze capaci di adattarsi alla singola persona, valorizzandone caratteristiche, interessi e modalità di partecipazione. L’obiettivo è fare in modo che ciascuno possa vivere l’esperienza culturale con maggiore autonomia, secondo i propri modi e i propri tempi».

Nel dettaglio, il progetto lavorerà lungo quattro direttrici principali, ossia comprendere i bisogni delle persone con disabilità intellettiva e delle istituzioni culturali; co-progettare e sperimentare esperienze inclusive e personalizzate attraverso strumenti digitali adattivi e un utilizzo etico dell’intelligenza artificiale; promuovere autonomia, partecipazione e opportunità di inclusione sociale e lavorativa lungo diverse fasi della vita; tradurre i risultati della ricerca in buone pratiche e raccomandazioni utili alle istituzioni e alle politiche pubbliche.
«L’obiettivo finale – come viene sottolineato dai promotori – è contribuire a un cambiamento più ampio nel modo di concepire l’accessibilità culturale: non più soltanto rimuovere le barriere all’ingresso, ma creare ambienti capaci di adattarsi alle persone, riconoscendo la diversità dei modi di comprendere, comunicare, partecipare e vivere l’esperienza culturale».

Uno dei princìpi centrali del progetto è certamente il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità intellettiva e delle persone che fanno parte dei loro contesti di vita: bambini, giovani adulti, famiglie, educatori, insegnanti e professionisti delle istituzioni culturali saranno infatti coinvolti nella co-progettazione e valutazione dei nuovi percorsi, affinché le soluzioni sviluppate rispondano a bisogni reali e possano essere trasferite in contesti differenti.

INCLUDE-ID è quadriennale e riunisce un consorzio di 10 partner provenienti da 7 Paesi (Italia, Svizzera, Regno Unito, Norvegia, Austria, Germania e Belgio), mettendo insieme competenze nell’àmbito della disabilità intellettiva, delle neuroscienze e della psicologia, dell’educazione, del design inclusivo, delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale (nel box in calce la scheda con tutte le organizzazioni coinvolte). E tra i partner figura anche la Presidenza del Consiglio – Ministero per le Disabilità, «il cui coinvolgimento – si annota – contribuirà a favorire il trasferimento dei risultati scientifici e delle soluzioni sviluppate verso le politiche pubbliche e a promuovere modelli replicabili in altre istituzioni culturali a livello nazionale ed europeo».
Per quanto riguarda la sperimentazione, essa si articolerà in due principali percorsi, rivolti a diverse fasi della vita.
In Italia, il progetto coinvolgerà bambini e adolescenti con disabilità intellettiva, insieme alle loro famiglie e alle scuole, nella progettazione e sperimentazione di percorsi di visita inclusivi e personalizzati. Le attività si svolgeranno in Lombardia presso la Fondazione Luigi Rovati a Milano, Villa Panza a Varese e Palazzo Moroni a Bergamo.
Nel Regno Unito, invece, protagonisti saranno giovani adulti con disabilità intellettiva presso il National Botanic Garden of Wales. E in tale contesto, essi non saranno soltanto fruitori dell’esperienza culturale, ma verranno coinvolti attivamente come guide e mediatori, con l’obiettivo di promuovere competenze, autonomia e nuove opportunità di partecipazione sociale e lavorativa.

Tra i partner italiani, segnaliamo in conclusione, non è certo casuale la presenza dell’Associazione milanese L’abilità, impegnata da anni, con ottimi risultati, nel progetto Museo per Tutti. «Con quest’ultimo  – commenta a tal proposito Laura Borghetto, che dell’Associazione milanese è fondatrice e direttrice generale – ci impegniamo ogni giorno perché la cultura e la bellezza siano un diritto condiviso. Grazie a INCLUDE-ID porteremo ora la nostra esperienza in un network europeo, entrando in dialogo con competenze scientifiche, educative e tecnologiche internazionali. Il progresso e l’intelligenza artificiale possono aprire opportunità importanti, ma vanno sempre progettati a partire dalle persone, dai loro interessi e dai loro bisogni». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: [email protected] (Cristina Trombetti); [email protected] (Alessia Borgonovo).

INCLUDE-ID: la scheda
Titolo completo: INCLUDE-ID – Including people with intellectual disabilities in cultural institutions: supporting participation and enjoyment through digital innovation and artificial intelligence.
Programma: Horizon Europe – HORIZON-CL2-2025-01-TRANSFO-09.

Tipologia: Research and Innovation Action (RIA).
Durata: 48 mesi.
Finanziamento: € 3.398.987,01.
Coordinatore: IRCCS Eugenio Medea – Associazione La Nostra Famiglia, Italia.
Partner di progetto:
° Associazione L’abilità Onlus, Italia

° Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI), Svizzera
° Università di Cardiff, Regno Unito
° Norges Teknisk-Naturvitenskapelige Universitet (NTNU), Norvegia
° Immanence Srl Società Benefit, Italia
° Europäischer Dachverband Design für Alle (EIDD), Austria
° Stiftung Preussischer Kulturbesitz (SPK), Germania
° The Lisbon Council for Economic Competitiveness ASBL, Belgio
° Presidenza del Consiglio dei Ministri, Italia
Enti e organizzazioni coinvolte:
° Associazione Genitori La Nostra Famiglia

° Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI)
° Fondazione Luigi Rovati
° National Botanic Garden of Wales
° Welsh Centre for Learning Disability Inclusive Research – Learning Disability Wales

Share the Post: