Quella che si apre oggi, 5 ottobre, è la Settimana Nazionale della Dislessia promossa dall’AID (Associazione Italiana Dislessia), con varie iniziative in tutta Italia, e per l’occasione Erickson dà visibilità al proprio nuovo libro “Dislessia. Scuola secondaria di primo grado. Cosa fare e non nel quale lo psicologo” Gianluca Lo Presti affronta 14 situazioni concrete che e insegnanti e studenti possono incontrare nella quotidianità scolastica, offrendo una serie di indicazioni operative su cosa fare e cosa evitare
Quella che si apre oggi, 5 ottobre, è la Settimana Nazionale della Dislessia promossa dall’AID (Associazione Italiana Dislessia), con varie iniziative in tutta Italia, e per l’occasione Erickson dà visibilità al proprio nuovo libro Dislessia. Scuola secondaria di primo grado. Cosa fare e non nel quale lo psicologo Gianluca Lo Presti affronta 14 situazioni concrete che e insegnanti e studenti possono incontrare nella quotidianità scolastica, offrendo per ciascuna di queste indicazioni operative su cosa fare e cosa evitare.
«La dislessia – dicono da Erickson – non si manifesta soltanto nella difficoltà nella lettura. Per ragazze e ragazzi, soprattutto nel passaggio alla scuola secondaria di primo grado, la fatica nella decodifica può ripercuotersi sulla comprensione dei testi, sullo studio, sull’organizzazione del lavoro e sulla capacità di mostrare ciò che si sa. Questo libro invita dunque a guardare oltre il comportamento immediatamente visibile: un ragazzo che non prende appunti può essere attentissimo ma non riuscire a scrivere mentre ascolta; chi sembra non aver studiato può avere studiato molto, ma senza un metodo efficace. La diagnosi è un punto di partenza, non di arrivo: conoscere il funzionamento del singolo studente o studentessa permette di trasformare le difficoltà in scelte didattiche più precise».
Sempre Erickson propone anche un piccolo vademecum con cinque situazioni e relativi consigli tratti dal libro di Lo Presti: «1. Ha difficoltà nel prendere appunti: ascoltare, selezionare le informazioni e scrivere contemporaneamente può essere un doppio carico cognitivo. Possono aiutare schemi da completare, parole chiave e appunti già strutturati. 2. Studia tanto, ma rende poco: il tempo passato sui libri non garantisce un apprendimento efficace. Meglio chiedersi “Come hai studiato?” e lavorare su metodo, comprensione e selezione delle informazioni. 3. Ha una bassa autostima: non basta rassicurarlo a parole, servono esperienze concrete in cui possa sentirsi competente. Meglio valorizzare i progressi e usare feedback precisi, evitando etichette e generalizzazioni. 4. Perde facilmente la calma: prima di intervenire, è importante capire quale carico di richieste ha preceduto la reazione. Nel momento della crisi meglio abbassare la pressione, mantenere un tono fermo e accogliente e rielaborare poi l’episodio. 5. Rifiuta l’aiuto anche quando ne ha bisogno: a volte il rifiuto nasce dal timore di sembrare diverso o incapace. Rendere l’aiuto meno esposto, offrirlo come possibilità di scelta e integrarlo nella quotidianità può favorire autonomia e senso di competenza».
Gianluca Lo Presti svolge dal 2010 attività clinica per la diagnosi e il trattamento dei DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento). È socio dell’AIRIPA (Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento), relatore e formatore in corsi di formazione e docente sui DSA presso scuole di specializzazione e master universitari. Fa parte del Comitato Scientifico della Fondazione Irene ed è stato componente del Gruppo di Lavoro sui DSA dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana. Sempre con Erickson ha pubblicato Nostro figlio è dislessico, Diagnosi dei disturbi evolutivi con Claudio Vio e Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento con Claudio Vio e Patrizio Emanuele Tressoldi. (S.B.)
Gianluca Lo Presti, Dislessia. Scuola secondaria di primo grado. Cosa fare e non, Trento, Erickson, 2026. Per ogni ulteriore informazione: [email protected] (Lisa Oldani).
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Se la disperazione diventa un mercato: terapie ingannevoli e autismo Continuano ad emergere casi di genitori che, sopraffatti dalla disperazione, cadono vittime di percorsi alternativi e truffe in cerca di cure e soluzioni per l’autismo. Ringraziamo dunque con particolare calore…
- Il diritto di non sapersi difendere Autismo, disabilità e il paradosso di dover diventare la propria difesa proprio quando non si riesce più a farlo: ruota attorno a questo la storia raccontata da Federica, una storia…