La ricerca scientifica che incontra la riabilitazione per migliorare l’autonomia e la qualità della vita delle persone con malattie neurologiche: a Genova nasce con questa prospettiva il “NeuroBRITE FISM Research Center”, centro dedicato alla ricerca in Neuroriabilitazione promosso dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e dalla sua Fondazione FISM, che rappresenta un nuovo passo nel percorso che l’AISM stessa porta avanti per integrare assistenza, riabilitazione e ricerca scientifica

La ricerca scientifica che incontra la riabilitazione per migliorare l’autonomia e la qualità della vita delle persone con malattie neurologiche: a Genova nasce con questa prospettiva il NeuroBRITE FISM Research Center, centro dedicato alla ricerca in Neuroriabilitazione promosso dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e dalla sua Fondazione FISM, inaugurato nei giorni scorsi [se ne legga già anche sulle nostre pagine, N.d.R.].
Il progetto rappresenta un nuovo passo nel percorso che l’Associazione porta avanti per integrare assistenza, riabilitazione e ricerca scientifica. L’obiettivo è sviluppare e valutare approcci terapeutici innovativi, combinando competenze multidisciplinari, tecnologie avanzate ed esperienza clinica per rispondere ai bisogni delle persone con sclerosi multipla e patologie neurologiche correlate.
Ma perché è importante la Neuroriabilitazione? La sclerosi multipla è una malattia cronica del sistema nervoso centrale che può compromettere, con manifestazioni e livelli di gravità differenti, la mobilità, l’equilibrio, la coordinazione e le funzioni cognitive. La fatica, le difficoltà di concentrazione e i problemi nell’esecuzione dei gesti quotidiani possono incidere significativamente sulla vita personale, lavorativa e sociale.
In tale contesto, la Neuroriabilitazione svolge un ruolo importante nel recupero o nel mantenimento delle capacità funzionali. Attraverso interventi personalizzati, può infatti aiutare le persone a gestire le conseguenze della malattia, preservare l’autonomia e affrontare le attività quotidiane. Essa non sostituisce le terapie farmacologiche, ma può integrarsi con esse all’interno di un percorso di cura complessivo. In tal senso, la sfida della ricerca consiste nell’individuare quali interventi siano più efficaci per ciascuna persona, in quale fase della malattia applicarli e come misurarne i benefìci nel tempo. È proprio in questa direzione che si sviluppa l’attività di NeuroBRITE, con l’intento di trasformare le conoscenze scientifiche in protocolli riabilitativi fondati sulle evidenze e adattati alle esigenze individuali.
Tra gli àmbiti di ricerca del Centro figurano la mobilità, la destrezza manuale, la riabilitazione cognitiva e lo sviluppo di nuove tecnologie. Particolare attenzione è dedicata anche alla Neuroplasticità, ovvero alla capacità del sistema nervoso di modificare la propria organizzazione e le proprie connessioni in risposta agli stimoli, all’esperienza e all’apprendimento.
La robotica può offrire un supporto nell’esecuzione di esercizi motori, consentendo di lavorare su movimenti specifici e di raccogliere dati utili per valutare i progressi. Le tecnologie digitali, invece, possono contribuire a personalizzare i programmi riabilitativi e a monitorare le prestazioni nel corso del trattamento.
Un altro settore riguarda la riabilitazione cognitiva, che mira ad affrontare difficoltà relative alla memoria, all’attenzione, alla concentrazione e all’elaborazione delle informazioni. Sono tutte funzioni fondamentali per organizzare le attività quotidiane, mantenere le relazioni e partecipare alla vita lavorativa.
Lo studio della Neuroplasticità permette inoltre di approfondire i meccanismi attraverso i quali l’attività fisica, gli esercizi riabilitativi e alcune forme di stimolazione cerebrale possono influenzare il funzionamento del sistema nervoso. Questi strumenti, per altro, non rappresentano soluzioni automatiche né garantiscono gli stessi risultati per tutti. Il loro valore dipende dalla qualità delle evidenze scientifiche, dalla corretta applicazione clinica e dalla capacità di adattare gli interventi alle condizioni della singola persona.
NeuroBRITE nasce per favorire l’incontro tra competenze diverse: medici, ingegneri, fisioterapisti, terapisti occupazionali, psicologi e altri professionisti possono contribuire, attraverso prospettive complementari, allo studio delle problematiche associate alle patologie neurologiche. Il Centro si inserisce in una rete di collaborazione con ricercatori, università, istituzioni scientifiche e realtà tecnologiche.
Questa dimensione internazionale favorisce lo scambio di conoscenze e la possibilità di sviluppare progetti condivisi, sperimentare dispositivi e valutare nuovi protocolli di intervento.
Un elemento centrale è il collegamento tra ricerca e pratica clinica: infatti, le persone che frequentano il Servizio di Riabilitazione dell’AISM Liguria possono contribuire, insieme ai ricercatori, a un percorso di studio che mira a comprendere meglio l’efficacia delle pratiche riabilitative e il loro impatto sulla vita quotidiana.
Secondo quanto segnalato dall’AISM, il Centro riunisce circa trenta ricercatori provenienti dall’Italia e da altri Paesi europei, con competenze che spaziano dalla medicina all’ingegneria, dalla fisica alla psicologia e alle professioni della riabilitazione.
L’inaugurazione di NeuroBRITE si inserisce in un percorso avviato a Genova nel 1976, quando l’AISM istituì il primo servizio di riabilitazione. Nel 1998 nacque poi il Centro Ambulatoriale di Riabilitazione AISM Liguria e nel 2009 fu costituito un primo gruppo interno dedicato alla ricerca sulla riabilitazione nella sclerosi multipla. Il nuovo Centro amplia questa esperienza, mettendo a disposizione laboratori e tecnologie avanzate per approfondire i meccanismi della riabilitazione e sviluppare soluzioni innovative. L’attività di esso riguarda non soltanto le persone con disabilità più avanzate, ma anche la possibilità di intervenire precocemente, quando appropriato, per preservare le capacità funzionali e contrastare l’impatto della malattia.
La prospettiva, dunque, è quella di una ricerca che non si limiti a studiare la patologia, ma che valuti anche come aiutare le persone a conservare le proprie abitudini, continuare a lavorare, mantenere le relazioni e partecipare alla vita sociale.
Il valore di NeuroBRITE si misura quindi nella possibilità di avvicinare ulteriormente la ricerca scientifica ai bisogni concreti delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate. L’integrazione tra neuroscienze, tecnologia e pratica clinica può contribuire infatti a rendere la riabilitazione più mirata, a individuare nuove strategie di intervento e a valutare con maggiore precisione i risultati ottenuti. Restano fondamentali la verifica scientifica delle nuove metodologie e la loro applicazione in percorsi assistenziali appropriati.
Investire nella ricerca neuroriabilitativa significa, in conclusione, ampliare le possibilità di intervento su aspetti della malattia che incidono direttamente sull’indipendenza e sul benessere. E con l’inaugurazione di NeuroBRITE, Genova consolida il proprio ruolo nel panorama della ricerca sulla riabilitazione neurologica.
La sfida è fare in modo che le innovazioni sviluppate nei laboratori si traducano progressivamente in benefìci misurabili nella vita quotidiana, mettendo la persona e i suoi obiettivi al centro del percorso di cura.
*Il presente contributo è già apparso nel magazine di Mirella Madeo «AboutPeople» e viene qui ripreso con diverso titolo e minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.
Per ogni ulteriore informazione: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), [email protected].
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