Come il calcio in carrozzina cambia la vita

Al centro del documentario The Power We Play – How Powerchair Football changes Lives vi è il powerchair football, disciplina praticata con carrozzine elettroniche appositamente adattate e della quale si stanno svolgendo in Argentina i Campionati del Mondo. E attraverso le voci dei protagonisti, il video racconta come lo sport possa cambiare la vita di persone con malattie neuromuscolari. Un’iniziativa nata dalla collaborazione tra la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma e la World Duchenne Organization
Nazionale Italiana di powerchair football
Un’immagine dall’alto della Nazionale Italiana di powerchair football (calcio in carrozzina elettronica)

Sognare di indossare la maglia della propria Nazionale, allenarsi, competere, condividere vittorie e sconfitte con i propri compagni. E prepararsi al momento in cui il mondo intero sarà lì a guardare: è il viaggio raccontato in The Power We Play – How Powerchair Football changes Lives (letteralmente “Il potere del nostro gioco: come il calcio in carrozzina cambia la vita”), documentario, disponibile a questo link, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma e la World Duchenne Organization, seguendo alcuni atleti di powerchair football nel loro percorso verso i Campionati Mondiali di tale disciplina, in corso di svolgimento fino al 23 ottobre a Buenos Aires in Argentina.
«Il progetto – spiegano i promotori – nasce da un impegno condiviso della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS e la World Duchenne Organization nella gestione della dimensione clinica delle persone con patologie neuromuscolari e dalla valorizzazione di percorsi di vita che comprendano la partecipazione, l’autonomia, le relazioni, le passioni e la possibilità di costruire il proprio percorso nel mondo. Il documentario attraversa l’Italia, l’Argentina e l’Inghilterra, entrando nella quotidianità degli atleti, delle loro famiglie e delle squadre. Allenamenti, trasferte, impegno, sogni accompagnano il cammino verso Buenos Aires e mostrano cosa significhi trovare nello sport un motore di crescita e cambiamento».

Al centro del racconto c’è segnatamente il powerchair football, disciplina praticata con carrozzine elettroniche appositamente adattate che permette agli atleti di vivere il calcio a livello agonistico. Ma il documentario va ben oltre il campo da gioco. Attraverso infatti le voci dei suoi protagonisti, racconta come lo sport e nello specifico il powerchair football possa cambiare la vita.
«Oltre a seguire i nostri bambini e ragazzi con malattie neuromuscolari attraverso una presa in carico multidisciplinare – afferma Eugenio Mercuri, direttore del Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino nella Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS -, ci occupiamo di sostenerli nel loro percorso di crescita e di creare le condizioni perché possano sviluppare le proprie capacità, costruire relazioni, coltivare passioni e progettare il proprio percorso di vita. Il powerchair football rappresenta in modo straordinario questa possibilità: mette al centro la persona, le sue capacità e il suo desiderio di partecipare. Vedere questi ragazzi diventare atleti, compagni di squadra e rappresentanti del proprio Paese ci ricorda quanto l’accesso allo sport possa avere un impatto concreto sulla qualità della vita».

Le storie del documentario sono state raccolte seguendo gli atleti nei loro contesti reali: dagli allenamenti della Nazionale Italiana a Milano, alla preparazione della squadra argentina a Buenos Aires, fino alla nazionale inglese in una competizione in Scozia, raccontando realtà differenti unite dalla stessa passione e dallo stesso obiettivo. «Questo video – spiega Nicoletta Madia, communication e project manager della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e community manager della World Duchenne Organization – è nato incontrando ragazzi che fanno parte della comunità di persone con patologie neuromuscolari a livello internazionale e vedendo quanto il powerchair football avesse cambiato concretamente le loro vite. Abbiamo deciso allora di entrare nel loro mondo e seguirli nel viaggio verso i Mondiali. In un percorso lungo sei mesi, in varie parti del mondo, abbiamo incontrato storie diverse, ma unite dallo stesso sentimento: la felicità di giocare, di appartenere a una squadra e di avere un obiettivo comune». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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